Szegedi, De André e la riflessione di un uomo comune

Szegedi, De André e la riflessione di un uomo comuneSono incappato in questi giorni nell’incredibile storia di Csanad Szegedi, l’ex numero due del partito neonazista e antisemita ungherese Jobbik. Per chi non la conoscesse, la riassumo brevemente: Szegedi era appunto il secondo esponente della terza forza politica d’Ungheria, un partito estremista dalle fanatiche tendenze d’intolleranza razziale, era prima di scoprire di avere origini ebraiche. Fatta la scoperta, alla ricerca forse della coerenza perduta, ha lasciato il proprio partito: pentito per motivi etnici. Imbarazzo e duro colpo pubblico per Jobbik, i cui militanti non sanno come “reagire” all’incredibile scoperta e reazione dell’ex camerata. Una storia a due facce, che mi ha ricordato una canzone e che però lascio volentieri da parte per una piccola riflessione da essa ispirata a un uomo comune. Me.

La canzone venutami in mente è una delle più belle di De André, secondo me, “Il Blasfemo”. Nel suo breve testo, il compianto cantautore ligure riprendeva la poesia di Masters espandendone alcune sfaccettature: il blasfemo è vittima ma è anche colpevole, simbolo del difetto sostanziale che sta nella natura e nella critica umane. Più o meno tutti siamo attaccati alle piccole cose, non vediamo al di là del nostro naso, non abbiamo alcun interesse umano al di fuori di, spesso temporanee, necessità pratiche. “Sognare in un giardino incantato” è sempre più caratteristica dell’uomo, ma chi ci “costringe” a farlo è proprio l’uomo stesso; e non intendo “qualcun altro”, ma ognuno per sé.

Ecco allora che si scoprono storie eclatanti come quella di Szegedi, che ci fanno inorridire e sorridere al tempo stesso, ma che sono soltanto la versione cinematografica, più grande insomma, delle piccole contraddizioni che ogni giorno viviamo tutti. Siamo tutti vivi e abitiamo un giardino incantato: basterebbe questa consapevolezza, unita al rispetto che ne dovrebbe conseguire, a rendere da una parte irripetibili alcune storie, dall’altra realtà certi sogni.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale