Strage di rinoceronti in Africa: anno nuovo, vecchio dramma

Cucciolo di rinoceronte veglia la madre privata del corno e uccisa dai bracconieriCinquantasette. 57, il numero naturale dopo il 56 e prima del 58. Il numero atomico del Latanio (La), fascinoso elemento chimico sconosciuto ai più ma dai molti, inaspettati utilizzi, anche quotidiani e di uso comune. In latino, quinquaginta septem. Nel secolo scorso, nel ’57 uno stato dell’Africa occidentale, il Ghana, ottiene l’indipendenza, per primo. Oggi dall’altro lato dell’Africa, quello orientale, arriva la notizia di un numero: indovinate quale? 57, certo. Come ormai avrete capito, sono i rinoceronti morti nel solo primo mese di questo neonato 2013. Un solo mese, cinquantasette rinoceronti morti senza corno, una vera mattanza.

A rivelare dati e dettagli un recente rapporto pubblicato dall’emittente Capital Fm sul fenomeno del bracconaggio secondo cui l’area più colpita è quella del parco nazionale di Kruger, a confine con il Mozambico, dove risiede il 40 per cento della popolazione mondiale dei rinoceronti e dove sono stati uccisi addirittura 42 animali in un mese. Qualche altro numero: 7 i corni recuperati, 18 i (sospetti) bracconieri arrestati, dati che rendono la notizia ancora più amara (e pensare che il numero di arresti è aumentato!).

Nonostante siano state intensificate le operazioni anti bracconaggio, con l’ausilio dell’esercito e di un aereo di sorveglianza dedicato, il dipartimento degli affari ambientali ha rilevato un aumento esponenziale del fenomeno del bracconaggio legato alla crescente domanda del mercato illegale asiatico (dove, ricordiamo, il bracconaggio ha praticamente estinto il rinoceronte di Java, splendido animale rappresentato da 1 solo esemplare, rinvenuto in Vietnam, privo oltretutto del caratteristico corno): incredibile pensare ai 13 rinoceronti uccisi nel 2007, mentre quelli dell’anno passato sono addirittura 668. Una tendenza in vertiginoso aumento, confermata appunto dai dati di gennaio 2013.

Freddi numeri, che forse ci fanno apparire ancora più lontano un problema che invece deve scuotere le nostre coscienze, e contro cui possiamo assolutamente fare qualcosa. Come? Informandoci, informando, evitando di acquistare prodotti esotici e supportando le associazioni che si battono (con petizioni, manifestazioni e sit-in) per questa e altre barbarie perpetrate contro il Pianeta che abitiamo e i suoi abitanti; considerando noi stessi come tali, non possiamo non provare empatia per tutti i nostri compagni di viaggio durante questa vita, che siano popoli di altre etnie, appartenenti a diverse specie o addirittura organismi “lontani” (le piante, per dire).

Tornando allo specifico, purtroppo il recente accordo siglato ad Hanoi tra il Vietnam e il Sud Africa per contrastare il bracconaggio appare troppo vago e fumoso e l’Unione Europea nelle sedi opportune ha il dovere di farsi portavoce di milioni di cittadini che chiedono un mondo diverso e rispettoso degli animali. A questo proposito, e a dimostrazione che si può fare sentire la nostra voce, sabato scorso 26 gennaio 2013, l’OIPA ha aderito a un sit-in di protesta indetto da Animals Asia Foundation presso l’ambasciata vietnamita per denunciare l’atroce mattanza di elefanti e rinoceronti in Africa. Ricordiamocelo, il silenzio è connivenza.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale