Spazzolini da denti, carie per l’ambiente

Spazzolini da dentiGli spazzolini da denti sono tra gli articoli più usati al mondo. Lavarsi i denti è un rito, un obbligo che sentiamo ormai come scontato tanto che alcuni tra noi comprano appositi kit da viaggio da portare ovunque per non saltare neanche un appuntamento con l’igiene orale. Hanno aiutato le generazioni fin dal 1900 a prevenire moltissime affezioni del cavo orale ma, sopratutto oggi, sono a tutti gli effetti approssimabili agli articoli usa e getta. Tutto questo fa di loro quindi delle vere e proprie bombe ecologiche. Scopriamo perché e vediamo sopratutto quali sono le alternative sostenibili.

Sono fatti di gomma, plasica, nylon e poliuretano, materiali che in pratica non si deterioreranno mai: il loro destino è dunque, inevitabilmente, la discarica. Anni di pubblicità ci hanno convinto che per una corretta igiene orale ci voglia lo spazzolino giusto, il più avveniristico possibile, con le setole simmetriche, asimmetriche e montate nei modi più fantasiosi, ma sopratutto ci hanno assicurato che dopo appena 3 mesi esso va sostituito, a meno di non voler provocare danni irreversibili alla nostra bocca. Semplicemente assurdo. Come prima cosa va detto che a meno di non utilizzare lo spazzolino per lavare i sanitari di casa, le scarpe o altri oggetti è difficile che le setole si deformino così velocemente, in secondo luogo basta sciacquarlo bene con acqua calda e farlo asciugare all’aria per evitare accumuli e proliferazioni batteriche e infine affrontiamo l’annosa questione della loro “non-sostenibilità”.

Il “Pacific Trash Vortex”, ovvero quei due continenti di spazzatura che galleggiano nell’Oceano Pacifico di cui vi abbiamo parlato in un articolo solo poche settimane addietro, sono pieni (tra le altre cose) di spazzolini da denti, come lo sono le nostre discariche, i nostri mari e la terra, una drammatica realtà con cui dovremmo cominciare a fare i conti anche noi, nel nostro bagno. Semplicemente è inconcepibile gettare una media di 4 spazzolini l’anno, sopratutto perché non è necessario e anche perché le alternative sostenibili esistono. Sono disponibili come prima cosa gli spazzolini con le testine intercambiabili: questo significa che a essere sostituite e gettate saranno solo le setole mentre il manico, che davvero poco c’entra con l’igiene orale, sarà salvo per molto tempo (regalandoci anche un discreto risparmio). Importante poi sapere che il mercato del bio e dell’eco si sta pian piano riempiendo di spazzolini ecologici fatti con i materiali più fantasiosi, tra cui legno e bambù (anche di questo vi abbiamo già parlato in un precedente articolo: ricordate Bogobrush?).

Infine ci sono poi i metodi naturali alternativi allo spazzolino classico, come per esempio la radice di siwak, molto usata in Medio Oriente e quasi miracolosa, a parere di chi l’ha provata: si tratta di una sorta di ramoscello dal cuore fibroso che va sfregato su gengive e denti e lava sprigionando enzimi naturali che combattono il tartaro e arrestano la proliferazione batterica (spazzolino e dentifricio insieme, insomma). Non dimentichiamo poi che l’igiene orale parte dall’alimentazione: bevande zuccherine, dolci, grassi e sostanze urticanti provocano danni a gengive e denti che neanche lo spazzolino più avveniristico possono curare. Al contrario, frutta, verdura e cereali non solo fortificano il nostro organismo ma ci aiutano a mantenere sana la bocca. Insomma, prima di gettare lo spazzolino pensiamo al modo meno dannoso per sostituirlo, scegliendo come prima cosa uno stile di vita più sano: ne vale la pena almeno due volte.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale

Articolo "Dagli USA arriva Bogobrush, lo spazzolino da denti amico della Terra"