Sosteniamo la biodiversità, salviamo le api

Salviamo le apiInsetti incantevoli e da sempre affascinanti le api, instancabili lavoratrici che dalla notte dei tempi svolgono uno dei lavori più complessi e importanti di tutto il mondo: perpetrare le specie vegetali attraverso l’impollinazione, vale a dire in breve consentire la prosecuzione della vita degli esseri viventi. Le conosciamo spesso così poco eppure amiamo tanto il miele che producono, o meglio hanno prodotto, almeno fino a oggi. E domani? Non lo sappiamo, nessuno può dirlo con certezza: l’unica è infatti che le api stanno morendo, ovunque, e in Italia la loro condizione è critica, c’è bisogno dell’aiuto di tutti noi per salvare loro la vita e, con essa, la nostra.

Pesticidi, monocolture, diserbanti e fertilizzanti sparsi in abbondanza sui campi utilizzati per produrre il cibo che finisce sulle nostre tavole stanno decimando le ultime colonie di api selvatiche, ma non solo. Del grave stato di salute degli insetti sono testimoni gli stessi apicoltori, ovvero coloro che per lavoro producono miele e dunque possiedono distese di arnie in cui trovano dimora le specie domestiche; nonostante esse siano curate e assistite sono ugualmente malate. Le api, insetti che necessitano di spazi aperti e che si spostano anche tantissimo per trovare il polline più adatto alle loro esigenze, vengono in un modo o nell’altro a contatto con le sostanze tossiche della nostra agricoltura; stanno morendo avvelenando i loro nidi, inevitabilmente.

In Europa si sta discutendo molto della messa al bando di buona parte dei pesticidi attualmente in uso; ma non solo, si discute sempre di più della necessità di impiantare metodi di coltura più naturali, organizzati secondo una ripartizione differente degli appezzamenti, e di incoraggiare il biologico. L’Italia pare fare orecchie da mercante, convinta che misure restrittive sulle sostanze tossiche possano creare difficoltà agli agricoltori; o alle multinazionali del cibo?

Di fatto se qualcosa non si farà al più presto rischieremo di sopprimere la prima fonte di impollinazione naturale e gratuita del Pianeta (71 delle 100 colture più importanti a livello globale sono impollinate dalle api) e allora cosa ci resterà oltre a una natura devastata dai pesticidi? Agiamo ora, firmiamo in massa la petizione proposta da Greenpeace che vuol costringere i nostri governanti a prendere atto non solo del problema ma anche ad ascoltare la nostra voce grazie alla campagna “Salviamo le api”, appunto. Siamo stanchi di devastazione ambientale, noi vogliamo cambiare.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale

Sito Greenpeace "Salviamo le api"