Il commercio dell’avorio: un vezzo che estingue

L'elefante e le sue zanneIl 2012 si conferma come un anno drammatico per gli elefanti: il contrabbando delle zanne d’avorio infatti sta subendo un consistente incremento. A lanciare l’allarme è l’International Fund for Animal Welfare (Ifaw), che proprio di recente ha registrato un maxi-sequestro in Sri Lanka di 1,5 tonnellate di zanneQuello che impressiona di più di questo fenomeno è la meticolosa e singolare precisione dei canali di cui si servono le persone implicate in questo meschino commercio; pare ci sia una capacità di fondo di riuscire a sviluppare reti complesse e sempre nuove.

Di norma sono i porti dell’Africa orientale i punti di transito preferito dell’avorio: è per questo che stupisce e allarma la scelta dello Sri Lanka, apparentemente una nuova rotta. Qui le autorità hanno sequestrato circa 350 zanne di elefanti, descritte come rifiuti plastici nascosti fra tronchi di legno imballati nei container per il trasporto. Il luogo di destinazione del carico era Dubai.

Inutile ricordare che la popolazione degli elefanti è già decimata e che, vista la strettissima struttura organizzativa e familiare dei branchi, anche la morte di un solo esemplare mette a rischio la sopravvivenza degli altri membri. Il commercio dell’avorio è tra i reati più terribili che si possano commettere: per strappar via un paio di zanne si sceglie deliberatamente di togliere la vita a un animale, uno dei casi in cui possiamo constatare che l’avidità dell’uomo riesce a oltrepassare ogni limite.

Redazione Attenti all’uomo