Scimmie e vivisezione: fermare i viaggi della morte? Si può

Vietnam AirlineLa tratta dei primati è una triste verità che si alimenta al di sotto delle nostre coscienze e consapevolezze e che ogni anno rifornisce i laboratori di mezzo mondo di cavie destinate a subire torture in nome di una scienza che non sa (o non vuole) andare oltre i metodi arcaici della ricerca. Mutilate, ammalate, squartate ancora vive le “scimmie della ricerca” hanno un destino davvero triste, segnato spesso dalla loro prima infanzia. Oggi possiamo fare molto anche noi grazie alle mobilitazioni internazionali di PETA e delle altre associazioni che da sempre si battono contro questa e molte altre oscenità.

In Vietnam le scimmie hanno da sempre una vita difficile, certo non più di tanti altri animali oggetto di una cucina che idolatra il “sapore vivo”; sono esseri versatili, presenti in modo abbondante e disponibili anche per i mercati internazionali della vivisezione. Questo paese asiatico ha fatto della tratta dei primati un vero business cui possono partecipare in tanti a vario titolo. Le scimmie spedite sui tavoli della ricerca, infatti, non provengono solo da allevamenti ad hoc, ma anche dalle foreste; ciò significa che in molti villaggi ci sono persone che si dedicano alla cattura degli animali liberi, intermediari e venditori. La pratica in ogni caso è sempre la stessa: a una certa età sono strappate alle madri e ai loro nuclei familiari, infilate in dei cesti imbottiti e spedite a mezzo aereo nella loro “nuova casa”.

Possiamo fermare o almeno dare del filo da torcere ai mercanti di vite e ai vivisettori? . La Vietnam Airlines ha finalmente annunciato che rinuncerà al trasporto delle scimmie: un passo avanti fondamentale in questa battaglia, ma occorre fare di più. Firmando per esempio la petizione che propone PETA possiamo chiedere alla Philippine Airlines e a molte altre grandi compagnie di unirsi alla decisione della compagnia vietnamita; questa azione è importantissima, infatti quel che spesso succede è che la rinuncia di una compagnia aerea comporti la crescita di richieste di spedizione per altre. Occorre insomma avere un approccio estensivo al problema, proprio come abbiamo fatto nei confronti delle compagnie aeree Europee, venute a miti consigli con una opinione pubblica sempre più agguerrita e che chiede un progresso etico della scienza. La nostra firma può fare la differenza, anche oggi, anche con gli Stati asiatici, permissivi e ancora poco inclini al benessere animale.

Redazione Attenti all’uomo

Petizione PETA