Saponi, sicuri di usare quelli giusti?

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Ogni giorno ci occupiamo della nostra bellezza, della nostra igiene, ma sappiamo veramente con quali prodotti entra in contatto la nostra pelle? Rispetto agli anni precedenti il numero e la varietà di cosmetici sono in continuo aumento,  secondo alcuni dati riportati dall’ANSA ad esempio la loro produzione è incrementata del 7,2% rispetto al solo 2015. In mezzo a questa grande varietà, di cosa possiamo realmente fidarci? Una fatto sembra certo, spesso confezione, marca e prezzo non garantiscono l’effettiva qualità dei prodotti. E noi? ci preoccupiamo mai di leggere da cosa essi sono composti?

La maggior parte dei prodotti che usiamo quotidianamente sono costituiti in gran parte da elementi che potrebbero danneggiare la nostra pelle. Ad esempio i tensioattivi, nascosti sotto la dicitura di SLS e SLES, vengono impiegati per sciogliere lo sporco e per diminuirne l’aderenza alla pelle, ma al contempo alterano il ph cutaneo e ne sopprimono le barriere naturali. Ancora, i conservanti, come i parabeni, gli additivi, gli emulsionanti e solventi sintetici, oltre a essere irritanti, favoriscono il cosiddetto inquinamento da ozono, nonostante ciò essi sono utilizzati da moltissime aziende cosmetiche e farmaceutiche per il loro bassissimo costo.

Eppure la soluzione è a portata di mano. Invece di usare prodotti in cui sono contenute sostanze aggressive, possiamo realizzare con pochi e semplici ingredienti dei cosmetici fatti a mano che contengono acidi grassi (come l’olio o il grasso animale) i quali, disponendosi intorno alla particella di unto o di sporco, la sciolgono naturalmente nell’acqua, senza danneggiare la pelle o l’ambiente.

Per realizzare un semplice sapone ad esempio utilizziamo soda, acqua, olio d’oliva e oli essenziali nelle seguenti quantità. Pesiamo 127 grammi di soda e la versiamo in 300 g di acqua (mai il contrario per evitare la produzione di vapori nocivi), mescolando delicatamente e lentamente. A questo punto la miscela raggiungerà, per una reazione chimica, una temperatura di 80 gradi Celsius, quindi la lasciamo riposare e raffreddare. Successivamente pesiamo in una pentola 1 Kg di olio di oliva e lo riscaldiamo fino a 45 gradi. Quando anche la soda raggiungerà questa temperatura potremo unirla all’olio, mescolando prima con un cucchiaio e poi con un frullatore a immersione. In questa fase si ottiene il cosiddetto “nastro” ed è possibile aggiungere pigmenti naturali, oli essenziali o fiori secchi per dare profumo e colore al nostro personalissimo sapone. Versato il composto in uno stampo è necessario avvolgerlo in una coperta e lasciarlo riposare per 24 ore; dopo di ciò possiamo tagliarlo in porzioni e conservarlo per 4 settimane in un luogo fresco e asciutto, prima di poterlo utilizzare.

I saponi prodotti in questo modo sono più economici e salutari della maggior parte di quelli in commercio: non alterano il nostro ph né irritano la pelle, non danneggiano l’ambiente, poiché costituiti solo da materiali biodegradabili e inoltre possiamo personalizzarli come meglio desideriamo, creando il profumo che più ci piace.

Tempo per realizzarli? Poco. Risparmio economico? Elevato. Inquinamento? Nullo. Perché non provare?

Liceo Scientifico E. Medi – Battipaglia (Sa)
Classe 3A

Il presente articolo è stato realizzato e selezionato nell’ambito del progetto “Green Reporter Lab”, promosso dal circolo Legambiente “Occhi Verdi” e dall’associazione Città Sostenibile e realizzato grazie al contributo 8X1000 della Chiesa Valdese. Esso ha avuto l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del Parco Eco Archeologico di Pontecagnano, accrescendone la fruibilità da parte dei giovani studenti campani e promuovendo e valorizzandone le risorse ambientali e archeologiche. Inoltre, obiettivo specifico, è stato quello di stimolare la curiosità e l’interesse degli studenti al “giornalismo ambientale”, col fine di invogliarli alla ricerca e all’approfondimento di tematiche che desteranno in loro un maggiore senso di responsabilità e consapevolezza verso la sostenibilità e la tutela ambientale.