Salvare l’Amazzonia? Si può, con la cultura ambientale

Educazione ambientaleAbbiamo già parlato di didattica ambientale; attraverso essa apprendiamo che le nostre azioni a favore dell’ambiente sono tanto importanti quanto la comprensione dell’essenza della natura. Poiché le nuove generazioni sono quelle che potranno combattere più efficacemente le difficoltà poste dal nostro sistema industriale ed economico, e che quindi potranno restituire a tutti una nuova forma di equilibrio, occorre investire sulla loro conoscenza.

La didattica ambientale è in uso in quasi tutti i paesi del mondo, essendo ormai chiaramente a un capolinea e vivendo sulla nostra pelle i risvolti derivanti dalla distruzione degli ecosistemi: è però, purtroppo, troppo spesso lasciata nelle mani delle singole strutture, non regolamentata a dovere dalle istituzioni e con una formazione, base per qualsivoglia didattica, spesso sfocata rispetto all’obiettivo finale. In tutti i continenti comunque si sta cercando di lavorare sul tessuto sociale per creare una mentalità nuova e una cultura comune che permettano alle future generazioni di guardare al nostro Pianeta da un punto di vista nuovo, più sostenibile. Ovunque l’insegnamento non trasmette il messaggio “non inquinare” ma si pone come obiettivo quello di aiutare a “sentire” la natura e comprenderla intimamente; solo in questo modo, attraverso un coinvolgimento emotivo, la tutela ambientale diventa un gesto conseguenziale e automatico, non un obbligo. Creare l’esperienza con la natura è dunque fondamentale. Nella lotta per la tutela ambientale in Amazzonia, la scrittrice Marcia Theophilo dice:  “rifletti uomo, se hai amato una pianta, un fiore, un rigagnolo, il grande fiume presso il quale hai trascorso una parte importante della tua vita, consentiresti la distruzione del luogo in cui hai acquisito tutta la tua esperienza?”.

L’Amazzonia è tra i luoghi della Terra dove maggiormente si sta lavorando con la cultura ambientale; questo angolo di paradiso, infatti, vive una duplice condizione, essendo universalmente riconosciuto come polmone del Pianeta e al tempo stesso tra le risorse economiche più ambite e dunque depredate. Secondo molti attivisti il maggiore problema della sua conservazione non consiste tanto nella distruzione dell’habitat, ma nell’indifferenza umana; ecco perchè si stanno moltiplicando i laboratori culturali dediti alla sensibilizzazione dei popoli locali. Tra le iniziative più importanti impiantate nella foresta si annovera una ricerca sperimentale, durata ben 8 anni e portata avanti da una delle scuole ambientali, che si propone 3 obiettivi: identificare, misurare e monitorare i fattori che determinano i comportamenti delle persone, per influenzare il comportamento di queste attraverso l’educazione ambientale  (in modo da renderlo più compatibile con la conservazione) e sviluppare un modello pratico di educazione alla conservazione, compatibile con i punti di vista istituzionali e finanziari. Le attività proposte stanno risvegliando e rafforzando nei ragazzi il legame affettivo con la natura; essi sono stimolati a nutrire interesse per attività economiche che ripugnano la deforestazione o la violenza sulla natura (si punta per esempio sull’ecoturismo o sulla produzione energetica da fonte rinnovabile).

Per quanto la tutela ambientale sia un argomento delicato e difficile da applicare, oggi nell’America Latina trova un suo particolare significato e senso. Con ECO-92 (summit per la Terra svoltosi a Rio de Janeiro nel lontano 1992) si presentò una delle prime occasioni per affrontare e discutere i problemi ecologici che erano già divenuti una pressante realtà. Quell’incontro segnò il passaggio dalle posizioni retrograde dei governi dell’America Latina a una fase di dialogo attivo. ECO -92 (che coincideva con la commemorazione dei cinquecento anni dell’America Latina) permise una fondamentale analisi del genocidio operato ai danni delle popolazioni autoctone e del conseguente disprezzo dei conquistatori per le loro culture e per il patrimonio naturale locale. Oggi la protezione dell’ambiente per gli Amazzoni, come per tutto il continente Sudamericano, è divenuta una questione culturale, di difesa della propria storia e dell’ identità di popolo.

La disciplina ambientale è, in sintesi, il migliore investimento che le nostre società possono fare per salvare l’ambiente, ma non solo, essa è il seme che ripristina condizioni di vita più eque, più solidali, più gratificanti; forse è davvero il tassello che manca per una vera svolta epocale.

Agnese Ficetola
Sociologa
Consulente in Sociologia dell’Ambiente