Rinnovabili: l’UE richiama all’ordine sul 20-20-20. Anche (e sopratutto) l’Italia

RinnovabiliDelle rinnovabili si è parlato tanto negli ultimi tempi: è stato un tema particolarmente caldo per tutti, in particolare però per noi italiani rimasti increduli di fronte alle decisioni del governo di “bloccare” un mercato in via di forte sviluppo (che stava cominciando a risollevare le sorti della nostra economia, oltretutto), attraverso il famigerato V Conto Energia, ormai tristemente noto a tutti. Da Bruxelles arriva però in questi giorni una decisione di svolta: l’obiettivo del 20-20-20 deve essere raggiunto, ragion per cui non è e non sarà ammesso nessun tipo di ripensamento da parte degli stati membri per quanto concerne l’investimento sulle rinnovabili.

La direttiva “Clima-Energia” della UE, per chi ancora non sapesse, obbliga i paesi comunitari a raggiungere precisi obiettivi entro il 2020, tra cui abbattere la Co2 del 20%, utilizzare almeno il 20% di fonti rinnovabili ed efficientare il sistema produttivo del 20%. Su questa linea guida, l’unica certa in un momento storico di grande instabilità, l’Italia si è mossa con grande capacità, dando fondo alle migliori menti della ricerca e tirando fuori dai cassetti progetti, iniziative imprenditoriali ed entusiasmo: per un primo periodo sono piovuti finanziamenti che hanno messo in moto un settore dell’economia che è diventato florido e ha creato un fortissimo indotto, poi la stangata, le agevolazioni non solo sono state bloccate ma si è messo i bastoni tra le ruote a tutto il sistema che velocemente è entrato in sofferenza. Quel che davvero ha fatto infuriare gli italiani è stata l’azione del tutto incomprensibile dei nostri politici che hanno soppresso l’unica sorgente d’acqua viva che cominciava a ravvivare la nostra economia e che era stata costruita a fatica e con investimenti frutto di grande sacrificio.

Jasmine Battista, del gabinetto Oettinger, nel corso di un incontro organizzato il 16 ottobre a Bruxelles dal gruppo Althesys sul tema “L’industria globale dell’energia rinnovabile: strategie delle aziende e tendenze del mercato” ha sottolineato l’esigenza di fornire una forte stabilità a questo mercato per consentirne lo sviluppo. Sul tema degli aiuti, sulla necessità della loro stabilità e della loro prevedibilità a lungo termine, hanno insistito gran parte degli oratori, concordi su un unico punto: se si vogliono raggiungere obiettivi nel 2020 gli investimenti vanno fatti ora. Anche Bruxelles è contraria a misure retroattive o al blocco dei sussidi accordati, ragion per cui si sta impegnando ad assumere una direzione ancora più rigida sulla faccenda. A questo punto l’Italia non avrà che da adeguarsi, con buona pace delle lobby dell’energia termica.

Redazione Attenti all’uomo