Rifiuti RAEE mal gestiti. Arrivano le nuove direttive europee

Raee direttiva UENoi cittadini ci chiediamo ancora come fare a smaltire il vecchio forno, l’asciuga capelli, il cellulare e tutti gli elettrodomestici che dopo un’onorata carriera nelle nostre case sono diventati troppo vecchi, fuori moda, o semplicemente si sono irrimediabilmente danneggiati. Certo ogni regione e città ha pecche e virtù peculiari nella gestione dei cosiddetti RAEE, ma in generale continua a sopravvivere un grande caos su responsabilità, doveri e diritti di chi li dismette e di chi li raccoglie; questo andazzo ha richiamato l’attenzione di Bruxelles rendendo necessario un suo intervento. Scopriamo più nel dettaglio di cosa stiamo parlando.

Quasi 3/4 dei rifiuti elettrici ed elettronici generati ogni anno da ciascun italiano finisce in canali di raccolta spesso fuorilegge, alimentando discariche abusive, artisti del riciclo fai da te o rivenditori non autorizzati che fanno del commercio illegale dell’usato o di parti di esso una vera attività economica. Questo è l’allarme lanciato a fine febbraio a Bruxelles da Ecodom (uno dei principali consorzi di recupero italiani) durante un convegno del Weee Forum, l’organizzazione che riunisce ben 39 consorzi impegnati nel recupero e riciclo di rifiuti elettrici ed elettronici in tutta Europa. Secondo i dati dell’indagine realizzata da United Nations University, in collaborazione con Ipsos e con il Politecnico di Milano, infatti, a fronte di circa 16,3 Kg di RAEE generati per abitante, solo poco più di 4,29 kg viene consegnato ai sistemi collettivi istituiti dai produttori di apparecchiature elettroniche.

Nei prossimi mesi per fortuna le cose sono destinate a cambiare; grazie al recepimento della nuova direttiva UE, l’Italia avrà una straordinaria opportunità per definire un sistema di gestione più efficiente ed efficace basato su una collaborazione più stretta tra i soggetti che effettuano la raccolta di questi rifiuti (enti locali e distributori) e i sistemi collettivi come Ecodom. Nell’attesa, varrebbe comunque la pena riflettere sul fatto che i nostri amati elettrodomestici hanno un potenziale inquinante così alto da richiedere la nostra responsabilità dall’acquisto fino al loro smaltimento, sempre, anche quando burocrazia e cattiva amministrazione ci obbligano a una corsa a ostacoli.

Redazione Attenti all’uomo