Più rifiuti: anche colpa nostra

RifiutiI dati resi noti dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) con il “Rapporto Rifiuti Urbani 2012” parlano chiaro: è bastata la piccola ripresa economica del 2010 per far tornare verso l’alto gli indici di produzione di rifiuti. Nel 2010, infatti, gli urbani hanno raggiunto quota 32,5 milioni di tonnellate, 1,1% in più rispetto all’anno precedente in cui si era registrata una leggera ma interessante contrazione.

Le regioni del centro registrano l’aumento più significativo (+1,9%), mentre le performance di altre dimostrano che gli obiettivi europei (sopratutto in tema di riciclo) sono effettivamente raggiungibili: in Veneto la raccolta differenziata è arrivata al 58,7%, in Trentino Alto Adige al 57,9%ce in Piemonte al 50,7%. Il Lazio (quinto in classifica per la produzione di rifiuti urbani con 599 chili pro capite) invece si ferma solo al 16,5%.

Cosa dire? Che come sempre questi dati non dipendono da nessun altro se non da noi, nel bene come nel male. Occorre maggiore responsabilità nei nostri acquisti e nei consumi; non solo è opportuno scegliere prodotti alla spina (di qualunque genere siano), ma sopratutto il superfluo va evitato e il necessario riciclato. Possiamo dare messaggi chiari alle persone che ci sono vicine (dando l’esempio) e al mercato (semplicemente scegliendo bene). Il potere della società civile è sottovalutato, purtroppo prima di tutto dai cittadini stessi; preferire prodotti senza imballo o con imballo biodegradabile, comprare nella piccola distribuzione dove le confezioni sono ridotte e per lo più fatte di materiale cartaceo e non plastico, badare al contenuto e non alla forma sono gesti che su larga scala fanno enormemente la differenza. Sarebbe bene cominciare a cambiare qualcosa nella nostra quotidianità: non costa nulla ed è tutto guadagno per la natura e per noi.

Redazione Attenti all’uomo