Ridurre i rifiuti, un dovere per il nostro presente

Settimana Europea Riduzione RifiutiDa sabato 16 novembre è cominciata la Settimana Europea dei Rifiuti, iniziativa progettata per la sensibilizzazione massiccia di cittadini e di istituzioni alla riduzione drastica dei rifiuti. Associazioni, amministrazioni comunali, scuole e altre organizzaziooni si sono impegnate nel dare vita a progetti innovativi o semplicemente nell’acquisire buone prassi da reiterare nel futuro. La motivazione è molto semplice, abbiamo un ciclo di produzione totalmente sbagliato grazie al quale stiamo esaurendo le risorse del Pianeta intero: lasciando stare in questa sede gli aspetti morali della cosa, ci limitiamo molto pragmaticamente a considerare come non ce ne sia uno di riserva.

Nella nostra società tutto è progettato per non durare o quantomeno per durare il minore tempo possibile; che siano alimenti, capi di abbigliamento o prodotti tecnologici qualunque cosa decidiamo di acquistare ha una data di scadenza percepita o reale brevissima, che ha come scopo quello di mantenere la produzione delle industrie a regime costante e di ingrossare le discariche. In aggiunta a tutto questo ciò che compriamo è munito di imballaggi incredibili, inutili, superflui, dannosi; così, quando compriamo un chilo di pasta ci portiamo a casa anche plastica e carta (derivanti dall’industria chimica e dalla deforestazione) che hanno come unico scopo quello di rendere il prodotto accattivante. Durante una sola giornata le nostre famiglie producono chilogrammi su chilogrammi di spazzatura, oggi in parte riciclabili. Il riciclo dei rifiuti è certamente una manna dal cielo se messo in confronto alle vecchie abitudini dei sacchi neri di indifferenziato, tuttavia ha 2 limiti sostanziali: invoglia le aziende a non assumersi la responsabilità di una produzione meno impattante e produce ugualmente enormi emissioni per i processi di trasformazione (come ogni industria che si rispetti), senza liberarci dalle sostanze tossiche.

La riduzione dei rifiuti è l’unica via d’uscita per il ripristino di condizioni di vita equilbrate per noi e per il Pianeta. Non occorre tanto riciclare quanto evitare a monte l’acquisto di ciò che è inutile. Come? Ecco alcune spunti:

  • comprare prodotti alla spina, specialmente gli alimenti che sono anche più semplici da reperire;
  • utilizzare detersivi e prodotti ecocompatibili che non rilasciano residui tossici nell’ambiente;
  • ridurre al minimo lo spreco di cibo;
  • riutilizzare gli oggetti, rinnovandoli quando possibili se obsoleti: i capi di abbigliamento, la bijotteria e gli accessori, solo per citarne alcuni, possono avere davvero sette vite;
  • prediligere prodotti tecnologici durevoli e non lasciarsi influenzare dai media che continuamente ci inducono a credere che tutto ciò che abbiamo in casa è antiquariato.

Infine ricordiamo e sopratutto insegnamo che non siamo ciò che compriamo, ma che il nostro pensiero, la nostra intelligenza e la nostra educazione sono tutto ciò di cui abbiamo bisogno per essere apprezzati dagli altri e per essere felici. Vivere in una grande discarica sarà inevitabile se non sceglieremo la strada dell’Impatto Zero.

Redazione Attenti all’uomo