Recupero virtuoso: scaricare il “WC” con acqua riciclata

Riciclo acqua WaterC’è un gesto che compiamo ogni giorno della nostra vita, spesso più volte, e che ci pare normale e privo di conseguenze, mentre in realtà ha un notevole impatto tanto ambientale quanto etico: pensiamoci, ogni qual volta utilizziamo il water scarichiamo nelle fognature litri e litri di acqua pura, in effetti potabile, la stessa che utilizziamo sia per bere che per cucinare. Si stima che in un anno vadano letteralmente gettati alle fogne sei mila litri circa di acqua potabile, una quantità inaccettabile per un Pianeta che muore dalla sete e dove l’oro blu comincia a scarseggiare. Per fortuna oggi stanno nascendo molti brevetti intelligenti che promettono miracoli in tema di risparmio d’acqua e di energia. Come? Semplice, convogliando nel serbatoio del “WC” le acque grigie dei nostri sanitari.

Ben il 40% delle acque di uso domestico purtroppo viene impiegato per risciacquare il water; naturalmente tra di noi ci sono persone più o meno virtuose, tra queste ultime per esempio coloro che scaricano anche il frammento di carta igienica usato per togliere le ultime tracce di trucco, ma il dato di fatto è che l’acqua impiegata allo scopo è la stessa che beviamo. Fino a oggi il doppio scarico, ossia quello che consente di regolare il flusso d’acqua a seconda della necessità, ci ha dato una grande mano, ma per fortuna a qualcuno questo non è bastato più. Ingegneri, progettisti e tecnici stanno lavorando per offrire dei sistemi di recupero delle acque grigie, per intenderci quelle prodotte nel lavandino di casa per esempio, che una volta depurate riempiono il serbatoio del water.

I brevetti già ci sono e sono vari, infatti in America e in alcuni Paesi d’Europa sono già disponibili tanto dei sistemi installabili sui sanitari già presenti in casa quanto dei sanitari strutturati ad hoc. Naturalmente i costi variano molto e i sanitari di ultima generazione sono ancora piuttosto “salati”, tuttavia si stima che la loro graduale diffusione li renderà decisamente accessibili nel giro di pochi anni. E in Italia? A volte abbiamo la sensazione che in tema di politiche ambientali si vada sempre un po’ a rilento, ragion per cui è possibile ordinare un kit per la trasformazione delle acque grigie solo in negozi specializzati e che commerciano prodotti provenienti dall’estero; non resta dunque che informarsi e augurarsi che presto prendano piede anche in casa nostra. Nel frattempo, tuttavia, nella nostra stanza da bagno vale sempre la buona regola del buon senso: meno sprechi, più attenzione.

Redazione Attenti all’uomo