Per fare un fiore, ci vuole una scarpa

oat-shoesOrmai tutti, cittadini comuni e mezzi di comunicazione, parlano di sostenibilità, più o meno a ragione o cognizione di causa: sembra sia una parola (più che uno stile di vita: anche perché tra il dire e il fare…) sempre più di moda. Nel senso più stretto del termine, per quanto riguarda la storia, più che notizia, che sto per raccontarvi: l’azienda olandese OAT Shoes ha brevettato una scarpa eccezionale che non solo è biodegradabile, ma addirittura plantumabile. Una strada green a 360°, quella scelta dai giovani ragazzi di Amsterdam: mediante i loro prodotti infatti vogliono promuovere la salvaguardia dell’ambiente attraverso un consumo più consapevole. E cosa c’è di più sostenibile di una scarpa che “fiorisce”?

Entrando nei particolari, anzitutto va detto dei materiali che compongono le OAT Shoes: di sughero, canapa, cotone biologico, fibra vegetale e plastiche biodegradabili. Tutti elementi a basso impatto ambientale, insomma; e fino a qui potrebbe trattarsi di eccellenti prodotti a impatto zero, ma con questo ambizioso progetto si è andati oltre, imbottendo le linguette superiori delle scarpe di piccoli semi. Una volta concluso il loro ciclo di vita, le calzature dunque germoglieranno e daranno vita a una vera e propria pianta. In che modo? Semplicemente piantandole, proprio come sotto il rabarbaro del babbo di Gigi e Marina nel famoso racconto “L’albero delle scarpe” dei Raccontastorie, con cui personalmente sono cresciuto e che forse oggi mancano tanto alle nuove generazioni. Una favola che diventa realtà, insomma.

Tornando alla realtà, in molti penseranno a una trovata di tendenza per far parlare di sé e vendere qualche paia di scarpe in più: a parte i semi e il fascino della cosa, infatti, in molti immagineranno nei fatti queste scarpe, da cui escono pochi licheni appassiti, abbandonate nei campi. Falso, la nostra storia ha un degno lieto fine: i materiali assemblati per ottenere le sneakers più green del momento infatti si degradano in tempi differenti, ma in non più di sei mesi, anche se per cominciare a scorgere un germoglio verde dalla terra occorrerà molto meno (tempo un mese e nel  vaso comparirà una pianta).

Un’idea magnifica, dall’inizio alla fine, che non significa solo prodotto a impatto zero, ma anche ritorno alla natura. Ciascuno di noi infatti dovrebbe abituarsi a considerare i beni che acquista come prodotti che devono rigenerarsi, decomporsi e scomparire dal Pianeta per ridare spazio alla natura. Purtroppo l’intera linea OAT Shoes è disponibile solo nei Paesi Bassi e in Belgio, noi italiani dobbiamo accontentarci della vendita online e di un prezzo non proprio popolare (139 euro circa): un po’ caro, sopratutto di questi tempi, ma decisamente adeguato se si considerano il raffinato ingegno che le ha partorite e la degna fine che le aspetta dopo l’uso.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale

Per visionare o acquistare le scarpe che diventano pianta: sito Oatshoes.