Pannolini e assorbenti: alleati che possono minare la salute

Pannolini e assorbenti: tanto utili quanto potenzialmente pericolosiI pannolini e gli assorbenti sono alleati della quotidianità di tutte le donne sgravate dai molti inconvenienti derivanti dagli antenati di questi prodotti. Sono lo specchio del progresso che riesce a cambiare gli stili di vita della società e tuttavia nascondono un lato occulto della medaglia, un prezzo che quasi nessuno crede di pagare e che oggi per fortuna sta emergendo grazie a una migliore coscienza ambientale e a una diffusione maggiore delle nozioni base di salute. I tamponi igienici: genericamente parlando, sono bombe ecologiche, nocive per la nostra salute e per la flora e fauna della terra, sono accusati di essere tra i rifiuti più impattanti prodotti nelle nostre case e di fatto sono rifiuti speciali, anche se non vengono trattati come tali. Chi pagherà per questo fardello?

Appena 50 anni fa gli assorbenti non esistevano e i metodi fai da te prevedevano panni lavabili imbottiti di ovatta o tessuto; in quei giorni muoversi da casa poteva essere davvero difficile visto l’ingombro dei bendaggi e naturalmente il loro relativo potere assorbente, allo stesso modo i bambini erano avvolti in infiniti giri di fasce dall’effetto un po’ colabrodo. Nell’uno e nell’altro caso i rituali comprendevano lavaggi, asciugatura e stiratura, di pile di panni; in pratica un lavoro a tempo pieno. Oggi gli assorbenti sono invisibili e i pannolini sono delle mutandine spesse, usa e getta, velocemente sostituibili. Tuttavia essi sono legati a numerosissime affezioni e infezioni della cute e financo dei tessuti interni dei genitali. Come mai? Cosa contengono? E ancora chi paga per questa comodità? Entrambi sono di fatto un concentrato di plastica, sostanze poliuretaniche e fibra sintetica (talvolta addizionata con un po’ di cotone) e se li si taglia in sezione si possono vedere: uno strato di plastica impermeabile di fondo, uno strato di fibra assorbente e una superficie di tessuto deputata al contatto con la pelle. Ciò che in particolare rende entrambi pericolosi è il loro cuore.

Ogni azienda ha un suo brevetto, di fatto è quasi impossibile sapere cosa c’è  all’interno di pannolini e assorbenti; la composizione dello strato “spugnoso” può variare, ma le uniche sostanze capaci di regalarci l’effetto asciutto in così poco spazio sono solo le fibre sintetiche che, sapientemente mescolate con alcune sostanze chimiche e petrolchimiche riescono a gelificare e riempirsi di liquido senza restituirlo in superficie. Tra le sostanze più utilizzate, c’è il poliacrilato di sodio (SAP), una polvere superassorbente e filmogena che, benché definita atossica è stata eliminata da alcuni prodotti, per esempio i tamponi interni, perché già negli anni ’80 è stata associata alla sindrome da shock tossico; facendo un bilancio tra rischi e benefici rispetto a questi prodotti si desume che sono davvero un potenziale cattivo affare per la nostra salute, sopratutto se consideriamo che sono a contatto continuo (specie per i bambini) con le zone più sensibili e più ricettive (cioè più assorbenti) del nostro corpo. Oltre all’effetto tossico del contenuto di tamponi e pannolini c’è poi l’effetto riscaldante e lacerante della plastica; il film esterno di contenimento crea un effetto serra e facilita l’insorgenza di piaghe e la proliferazione batterica. Come non bastasse, nei bambini, i più inclini purtroppo a sviluppare patologie, provoca un surriscaldamento dei testicoli con tutto ciò che ne può comportare in termini di cattivo sviluppo delle ghiandole e future “noie”.

Parliamo in fine del costo ambientale, dopo quel che abbiamo detto è facile immaginare che donne e bambini a ogni cambio producono delle paccottiglie composte di materiale organico e sostanze pericolose; ciò comporta che pannolini e assorbenti dovrebbero essere trattati a tutti gli effetti come rifiuti speciali, e che regaliamo alla terra una mole di rifiuti indeteriorabili che, nella migliore delle ipotesi finisce in discarica, nella peggiore semina nell’ambiente marino e in quello terrestre sostanze tossiche (1 bambino produce in 3 anni di vita 1 tonnellata di pannolini che avranno bisogno di 5-600 anni per decomporsi). I pannolini di un trentenne di oggi sono ancora intatti, lì dove sono stati abbandonati, parimenti quelli che oggi togliamo ai nostri figli saranno parte del danno ambientale che gli lasciamo in eredità.

Invertire la rotta oggi è davvero semplice perché le alternative ci sono e stanno migliorando considerevolmente la salute di grandi e piccoli: esistono pannolini e tamponi usa e getta organici ed ecologici, ma ancora meglio stanno tornando in auge quelli lavabili, traspiranti e salutari, fortemente modificati nel design e nei materiali da aziende dalla missione green. Tutto ciò a dimostrazione che il progresso è anche reinventare e che vivere in modo naturale non significa per nulla rinunciare alla modernità.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica