Natale cuccioli usa e getta

Natale e i cuccioli regaloCome ogni anno, annunciato con consumistica enfasi da una miriade di pubblicità in televisione, alla radio e sui cartelloni o giornali, si avvicina l’ormai principalmente consumistico Natale. Un evento ormai legato appunto a regali sempre più sfarzosi e abbuffate sempre meno sostenibili. A fare riflettere ulteriormente sulla piega che anno dopo anno sta prendendo la festa forse più importante del nostro calendario, l’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa) richiama la nostra attenzione su di una stima bruciante: oltre il 50% degli animali (in particolare cani, ma anche gatti e a seguire uccelli, conigli, furetti, tartarughe d’acqua e vari animali “esotici”) regalati come originale sorpresa natalizia, finiscono per essere abbandonati entro 6-8 mesi. L’appello che segue è ovvio: gli animali non vanno regalati, devono essere una libera e sopratutto consapevole scelta di chi decide di farsene carico, esattamente come succede per chi sceglie di avere un bambino.

Nella cosiddetta era digitale, purtroppo, questo fenomeno di malcostume sempre più diffuso assume contorni ancora più preoccupanti: acquistare (anche a questo proposito, nel caso, ricordiamo che canili, gattili e associazioni varie traboccano tristemente di animali sfortunati di cui potersi prendere cura) online un animale aggiunge infatti ulteriore squallore al gesto, oltre al rischio concreto di alimentare il mercato illegale di cuccioli e animali esotici, contro cui tanto si battono guardia di finanza e associazioni e che fa 1 vittima su 2. Settembre, ottobre e novembre infatti sono mesi terribili per i viaggi della morte: gli animali esotici vengono stipati fino all’inverosimile in imballi piccolissimi, privi di ossigeno e trasportati nei modi più fantasiosi per farla franca ai controlli doganali dove spesso arrivano già decimati o agonizzanti. Nell’est Europa invece i mesi citati sono una maratona di sangue in cui le fattrici (di cane e gatto) già malconce e solitamente malate o sfinite da un tam tam di parti, vengono costrette, anche con metodi cruenti, all’ennesima procreazione che terminerà con il solito prematuro furto di cuccioli. Nel freddo dei mesi invernali cagnolini e gattini vengono stipati nei cofani delle auto o nei furgoni e avviati verso un’odissea di giorni in cui non vedranno la luce del sole e patiranno freddo, fame e sete, senza la fondamentale presenza della madre. Neanche a dirlo, una volta a destinazione una buona parte di loro sarà morta e gettata via in discariche di fortuna. A destinazione li attenderanno distributori e rivenditori avidi che li esporranno in vetrina trattandoli nè più nè meno che come peluches. Detto questo, che l’animale scelto provenga da una cucciolata domestica, da un allevamento o dal negozio della morte, rimane a tutti gli effetti e a prescindere un’abitudine pessima quella di regalare un cucciolo solo perché simbolo riconosciuto di tenerezza e sorpresa di sicuro effetto; il destinatario, dopo l’indubbio entusiasmo iniziale, si trova ben presto tra le mani un peluche in crescita, che sporca, chiede cibo e attenzioni. La soluzione diventa (per costoro) inevitabile: sbarazzarsene, in ogni modo.

Inutile ricordare che la decisione di regalare un animale è un atto di amore e di responsabilità che richiede consapevolezza profonda in chi dona e sopratutto in chi riceve: un gesto che andrebbe evitato o condiviso, a maggior ragione se nasce da fattori esterni al sentimento, con annessi e connessi, che deve guidare chiunque voglia prendersi cura, “per sempre”, di una vita. La soluzione? Sempre la stessa, sensibilizzare e sopratutto vigilare. Amanti dei doni viventi, infatti, sono spesso i ragazzi ignari per lo più di cosa realmente voglia dire prendersi cura di un animale, così il loro impegno si ferma spesso all’acquisto e a qualche settimana di gioco trascorsa con il cucciolo che invece ha il conto alla rovescia verso l’abbandono. Insomma facciamo in modo che la festa che simboleggia la nascita e la vita sia realmente un momento di gioia e di consapevolezza del fatto che l’amore è dovuto a tutti, e che proprio per questo va espresso con responsabilità, sempre.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale