Meno inquinamento, più servizi. Si può, ce lo insegnano le Twizy Way parigine

Una Twizy WayIn questi giorni si sta discutendo del futuro della Fiat, non senza accusare la dirigenza di aver fatto man bassa dei fondi statali ma di non aver realmente innovato i veicoli in chiave sostenibile e di aver incrementato la disoccupazione nazionale invece che dato concretamente una mano per sanarla. Siamo il paese dove le aziende non vogliono restare e dove i problemi si risolvono con un braccio di ferro tra pubblico e privato, messo in atto a colpi di ricatti, speculazioni, compromessi e quasi mai attraverso una sana collaborazione. La Francia (diversamente) bada al sodo e si accorda con Renault per lanciare un progetto pilota che ha davvero dell’entusiasmante. Da oggi è in funzione nella zona di Saint-Quentin-en-Yvelines (80 mila abitanti), uno degli agglomerati urbani che circondano Parigi, un servizio di car-sharing dotato esclusivamente di auto elettriche Twizy Way.

Dopo una fase di test, ha da poco preso il via il servizio vero e proprio, che funziona così: avendo da almeno due anni una patente valida di classe B, a fronte di un abbonamento sottoscritto con il pagamento di 15 € è possibile usufruire di una delle 50 vetture disponibili nella zona in cui è attivo il servizio. L’utente paga solo l’uso effettivo del veicolo e non ha nessun costo minimo. La tariffa è di 0,29 € al minuto o 11,90 € per un’ora consecutiva ed è comprensiva di tutto: noleggio, energia elettrica, assicurazione, manutenzione e parcheggio. Si, perché non ci sono limiti (se non appunto la “zona di servizio”): localizzato uno dei veicoli (per caso, su internet o grazie all’apposita applicazione per smartphone) si può andare ovunque, lasciandolo poi semplicemente parcheggiato dopo l’utilizzo, anche sotto casa.

La gestione delle Twizy è a carico dell’azienda madre che si impegna in questo modo anche a immettere nuovo lavoro sul territorio; i cittadini, inutile dirlo, sono entusiasti,  potendo usufruire (quando e dove vogliono) di auto a impatto zero per gli spostamenti necessari. Il messaggio di questa iniziativa? Enti pubblici e aziende possono contribuire al miglioramento della nostra vita e alla salvaguardia dell’ambiente, se davvero lo vogliono. Un po’ utopistico per noi italiani, ma val la pena saperlo e cominciare a rifletterci.

Redazione Attenti all’uomo