Meno carne, meno gas serra

Allevamento e desertificazioneSembra che il consumo di carne sia proporzionale alla ricchezza di un Paese e dei suoi abitanti. Sarà per questo che in occidente ciascuno di noi, ogni anno, ne divora circa 70 Kg. Ci basta fare il conto di quanta ne mangiamo a casa, al ristorante, nei fast food e perfino quando facciamo un aperitivo al bar per arrivare alla conclusione che (forse) non passa un solo giorno in cui ce ne priviamo. Eppure al giorno d’oggi è ampiamente dimostrato come l’abuso di carne, specialmente rossa, faccia davvero male alla nostra salute; tutti lo sappiamo ormai, ma forse c’è ancora una cosa che ci sfugge, e cioè che più carne mangiamo più desertifichiamo la terra. Un “dettaglio” in più su cui riflettere.

Uno studio americano pubblicato dalla rivista Environmental Research Letters denuncia il legame indissolubile tra allevamento degli animali da macello e immissione in atmosfera di ossido di azoto (uno tra i gas serra più pericolosi). In sostanza, a rilasciarne quantità massicce sono sia i metodi agricoli di coltura dei foraggi che servono a nutrire gli animali, sia  i liquami (escrementi) che inevitabilmente essi producono.

Secondo Eric Davidson del Woods Hole Research Center, in Massachusetts, basterebbe semplicemente che ciascuno di noi riducesse della metà l’uso di carne per ottenere effetti incisivi sulla lotta ai cambiamenti climatici. Dunque, se crediamo che la scelta vegetariana o vegana non faccia per noi (o non ancora), almeno sforziamoci di essere più sostenibili attraverso scelte alimentari più morigerate.

Redazione Attenti all’uomo