L’orto verticale che salva lo spazio, ottimizza l’acqua e ricicla la plastica

Pet TreeLa plastica è uno dei materiali più inquinanti al mondo e che richiede un esborso di energia e di acqua enorme per poter essere realizzata; riciclarla è un dovere al quale nessuno deve sottrarsi, ma qualcuno ha fatto di questo gesto addirittura una vera e proprio opera creativa. L’agenzia turca Designnobis ha da poco presentato un progetto che ha vinto il Green Dot Awards e l’International Design Award: l’idea è quella di fornire un kit per la creazione di un ecosistema di coltivazione verticale, il Pet-Tree, un impianto che sfrutta il riutilizzo delle bottiglie di plastica di cinque litri per sviluppare un giardino in altezza in modo semplice ed ecologico. Un’opportunità potenzialmente eccellente per chi ha un minimo di spazio, dentro o fuori le mura domestiche, e vuole produrre le proprie verdure a casa, riciclando al tempo stesso.

Come facilmente intuibile dal video di presentazione di questo progetto multi premiato, il corpo principale della struttura è costruito esclusivamente da materie plastiche riciclate saldate con acetato di cellulosa. Facile da montare e utilizzare, richiede una manutenzione quasi nulla. Quanto all’uso non occorre altro che posizionare i semi negli appositi alloggiamenti e Pet-Tree provvederà a idratarli attraverso un innovativo meccanismo di circolazione dell’acqua che raccoglie quella piovana e funziona con l’irrigazione a goccia. Zero spreco e perdita d’acqua dato che il serbatoio per i vasi cola e una volta che tutti i vasi sono stati annaffiati, l’acqua in eccesso viene raccolta nelle bottiglie che si trovano al livello più basso della struttura e riutilizzata. In un’unica struttura doppio vantaggio: ottimizzazione dello spazio e sostenibilità ambientale. Chiunque avesse un semplice balcone potrebbe perseguire l’idea del Km0 e del cibo biologico fatto in casa,coltivato in grande quantità: Pet-Tree assicura infatti un aumento del 175% della produzione rispetto a una coltura tradizionale in orizzontale.

Vi sembra interessante? Non vi resta che sperare insieme a noi che quanto prima questa idea possa trovare adeguati finanziamenti e divenire realtà: potremo così portarci davvero in casa il nostro orto!

Redazione Attenti all’uomo