L’inquinamento che respiriamo: cosa ci avvelena ogni giorno

InquinamentoUltimamente quando si parla di inquinamento atmosferico e di qualità dell’aria dei paesi europei l’Italia sembra sempre figurare  quale fanalino di coda assieme con quei paesi che solo negli ultimi anni si stanno approcciando ai temi della sostenibilità ambientale. Dalle ultime misurazioni fatte e dalle stime prodotte (e presentate per esempio nel rapporto 2012 dell’Agenzia UE per l’Ambiente) pare che noi italiani stiamo realmente respirando l’aria peggiore d’Europa, tuttavia pochissimi credo sappiano cosa sia davvero l’inquinamento di cui si parla sempre e di cosa si compone. Questa scarsa conoscenza ci mette inevitabilmente nella condizione di non sapere cosa fare nel nostro piccolo per migliorare la situazione; cerchiamo dunque oggi di fare un po’ di chiarezza.

Quando parliamo d’inquinamento atmosferico e soprattutto di quello presente nelle grosse aree metropolitane parliamo di una mescola di sostanze nocive ben precise e che dipendono da molteplici fattori:  dai mezzi di trasporto sia pubblici che privati, dai riscaldamenti presenti nelle nostre case e dalle attività industriali. Ciò significa che a seconda della densità del traffico, dalla tipologia di mezzi in circolazione  e riscaldamenti usati e dalle caratteristiche di produzione delle industrie, l’inquinamento cambia di città in città: non a caso nel golfo di Taranto, dove è stata presente l’Ilva per tanti anni, ci si ammala di patologie differenti rispetto a Gela, famosa per la sua raffineria.

Le sostanze inquinanti che compongono la differente miscela che ogni città produce sono dunque numerosissime, ma normalmente per legge ne vengono monitorate soltanto una decina tra cui quelle appartenenti alla famigerata categoria delle polveri sottili, microscopiche particelle solide di varie dimensioni che possono essere facilmente respirate e che dunque possono depositarsi nei nostri polmoni dando origine a numerose patologie (bronchiti, attacchi d’asma, affezioni cardiache e molte altre). Altre fonti inquinanti sono l’SO2 (meglio conosciuta come anidride solforosa), il CO (monossido di carbonio), gli NOx (ossidi di azoto) e l’O3 (ozono): tutte, a essere ottimisti, provocano irritazioni alle mucose e alle vie respiratorie. Un discorso a parte meritano gli PAHs (idrocarburi policiclici aromatici), che sono anche altamente cancerogeni. L’elenco potrebbe continuare e sarebbe davvero lungo, ma quel che è più importante e che dovremmo sapere è che anche solo questi elementi sono fattori che contribuiscono a incrementare fortemente la tossicità dell’aria che respiriamo, avvelenandoci in un modo o nell’altro.

Tutte le sostanze di cui abbiamo parlato derivano da processi parziali o totali di combustione che ciascuno di noi mette in atto quotidianamente impiegando qualunque cosa abbia bisogno di energia. Sapere questo ci mette nella condizione di poter agire per migliorare la salute nostra e del Pianeta perché, a ben vedere, non occorre altro che “bruciare di meno”. Usare meno le automobili e prediligere i mezzi pubblici o ancora meglio la bicicletta (che tra l’altro ci aiuta a restare incredibilmente in forma), non eccedere con l’utilizzo di riscaldamento o condizionatori (entrambi nocivi per la nostra salute oltre pochi gradi al di sotto o al di sopra della temperatura esterna) ma soprattutto prediligere il chilometro zero e i prodotti alla spina e senza imballo (che amplifica il loro ingombro, incrementando i mezzi necessari per il trasporto). Semplici accorgimenti che possiamo mettere in atto con il minimo sforzo farebbero già tantissimo sulla qualità dell’aria in cui siamo immersi.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica