L’ermo colle che sempre caro fu, ma che qualcuno non vuole più

Recanati: l'ermo colle tanto caro al LeopardiSiamo alle solite, ripresa economica e risanamento delle amministrazioni in Italia spesso vogliono in realtà dire “cementificazione”. L’odioso vizietto tutto italiano di costruire, a prescindere, anche dove e quando non occorre, è ormai noto a tutti, ambientalisti e non. Mettere in moto betoniere e disboscatori è molto più semplice (ed economico) che ristrutturare e riqualificare, magari sottostando a poche regole urbanistiche e di tutela del paesaggio; ecco perché siamo il Paese dell’abusivismo e dello scempio paesaggistico, ma stavolta a Recanati si è toccato un nervo scoperto e tutta la Nazione (e una parte dell’Europa, a dire il vero) si è, giustamente, mobilitata.

Oggi il cemento reclama il famoso “colle dell’Infinito”; proprio quello, il luogo che ha ispirato Leopardi nell’opera che ci ha fatto sognare tra i banchi di scuola. Il piano regolatore prevede strutture turistiche su “quest’ermo colle” caro al poeta per i suoi “sovrumani silenzi e profondissima quiete”, consente di costruire a 100 metri dal parco letterario, di aumentare le cubature e sopratutto, introduce la possibilità di deroghe a costruire per uso pubblico. A difesa del paesaggio leopardiano non si è mobilitata solo il Fai Marche, ma anche i discendenti del poeta e sopratutto la società civile che (almeno per una volta) non è riuscita davvero a chiudere un occhio di fronte a uno scempio non solo paesaggistico, ma anche culturale.

La partita, sebbene abbia trovato ampio appoggio da parte delle istituzioni e finanche guadagnato un accordo con due privati che recupereranno i manufatti senza aumentare le cubature, è ancora tutta da giocare perché manca il “piano particolareggiato della salvaguardia del colle”, illustrato il 20 settembre 2011 in commissione urbanistica. Tra maglie burocratiche e interesse di alcuni è possibile che in Italia si debbano sempre fare i salti mortali per tutelare la natura? Quello che dovrebbe essere un bene necessario e principale alla nostra vita si trasforma troppo spesso, per i nostri amministratori, in un’opportunità. Per il cemento.

Redazione Attenti all’uomo