L’ecatombe dei delfini. Un inverno di fuoco in Toscana

Delfino spiaggiatoSembra una vera e propria ecatombe quella che sta coinvolgendo i delfini che nuotano nelle zone di mare della Toscana. Nell’ultimo mese intatti sono addirittura 15 gli esemplari, prevalentemente appartenenti alla specie “stenella striata”, spiaggiati nella parte meridionale del litorale, comprese le isole Elba e Pianosa; a rendere noto il triste dato l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (Arpat) che oltre a rilevare l’eccezionalità del fenomeno ne denuncia la connessione con altri spiaggiamenti avvenuti recentemente lungo tutta la costa tirrenica italiana. Cosa sta succedendo?

Apparentemente questa volta l’uomo non c’entra, dai prelievi fatti dall’Università di Siena e dall’Izs di Pisa sulle carcasse dei poveri cetacei  si desume che la causa più probabile sia di natura infettiva: sei esemplari sono stati trovati positivi a un batterio, il Photobacterium Damselae, che può portare a sindrome emolitica e lesioni ulcerative. In sintesi i delfini, malati e in pessime condizioni di salute, sarebbero morti per cause organiche (naturali) e non per la presenza di sostanze tossiche disciolte nelle acque (motivo su cui invece si stanno interrogando sempre di più le associazioni di tutela del mare e dei cetacei di tutto il mondo).

A noi questa motivazione non spegne dubbi e incertezze ma ancora una volta spinge verso osservazioni a più ampio raggio. Ci interessa poco insomma che 15 delfini siano potuti morire di cause naturali perché, se è vero che la natura fa il suo corso in mare come sulla terra e la morte è all’ordine del giorno come la vita, è altrettanto vero che la salute dei nostri mari è davvero pessima, come denunciato anche da Goletta Verde di Legambiente durante il suo rituale viaggio lungo le coste italiane. Insomma probabilmente la verità è questa: abbiamo amplificato la morbilità (tendenza ad ammalarci) della nostra specie come di tutte le altre, vale la pena dunque utilizzare questa notizia proveniente dalla Toscana per riflettere sull’andazzo dell’umanità.

Redazione Attenti all’uomo