Le rondini che non faranno più primavera

Una rondineUna rondine non ha mai fatto primavera, ma probabilmente tra qualche anno non farà alcuna differenza dal momento che questo animale, simbolo dell’arrivo della bella stagione, sta lentamente scomparendo, condannato per mano dell’uomo da pesticidi e cambiamenti climatici. Il loro volo caratteristico e il loro cinguettio musicale non saranno le sole cose che ci mancheranno, in ballo c’è molto di più visto che questi affascinanti uccelli sono uno dei termometri della salute del Pianeta.

L’Italia accoglie dalla notte dei tempi le colonie di rondini migranti dall’Africa: nel corso degli anni tuttavia esse sono diminuite sensibilmente e oggi si calcola una perdita media di esemplari approssimativamente pari al 40%. Il futuro è davvero incerto per questi uccelli perché non ci sono segni di miglioramento ambientale che possano incoraggiarne la ripresa e probabilmente prima o poi la lista delle specie in estinzione avrà una nuova voce aggiunta. I fattori che contribuiscono a decimare le rondini sono molti in realtà, primo tra tutti la cementificazione selvaggia che assottiglia il loro habitat e gli spazi utili per nidificazione e ricerca di cibo; c’è poi il massiccio uso di pesticidi, presenti non solo nei campi ma anche nella natura (ormai), grazie ai quali gli insetti sono una rarità e il materiale impiegato per la costruzione dei nidi restituisce ai neonati e ai loro genitori le sostanze tossiche di cui è impregnato.

Come se tutto ciò non bastasse ci sono anche i cambiamenti climatici. In pratica le rondini che in inverno ritornano in Africa sono condizionate da una desertificazione sempre più evidente, per esempio dall’inaridimento di alcune aree a Sud del Sahara, e dunque sono costrette a spingersi sempre più lontano; quando invece in primavera prendono a risalire l’Europa sono accolte dalle ormai usuali “primavere tardive” ovvero da ondate improvvise di gelo, grandine e neve che decimano letteralmente le colonie, uccidendo sopratutto gli esemplari giovani (in piena età riproduttiva).

La vita delle rondini non va preservata solo per una questione di giustizia o perché il diritto alla vita appartiene a ogni essere vivente, anche se ad alcuni di noi questa sola motivazione basterebbe: la verità, come accennato a inizio discorso, è che l’assenza di questi uccelli provoca un effetto domino sugli equilibri degli ecosistemi e, inutile a dirlo, sulla salute della Terra intera. La rondine è uno dei simboli di quelle specie fortemente funzionali alla natura e che stiamo sopprimendo: se non cambiamo rotta un giorno potremmo davvero accorgerci di aver condannato noi stessi e la nostra specie per pura idiozia e scarsa lungimiranza. Non è mai troppo tardi per cambiare e per cominciare a vivere la nostra vita in accordo con la natura.

Alessandra De Sio
Dott. di ricerca in Marketing
Professionista del Marketing Etico e Ambientale