La storia agrodolce di Tao Tao

Tao TaoQuella che vi raccontiamo è la storia a lieto fine di un piccolo panda, Tao Tao, e dei ricercatori che gli hanno salvato la vita. Quando il cucciolo, appartenente alla specie del Panda Gigante (di cui rimangono appena 1600 esemplari), è stato trovato era in pericolo e aveva bisogno di urgenti cure; essendo cresciuto nella foresta e, quindi, non avvezzo alla presenza dell’uomo, si è resa da subito necessaria una strategia per avvicinarlo senza spaventarlo, ma soprattutto per preservare la sua natura selvatica affinché un giorno potesse essere restituito alla libertà.

La scelta è stata la seguente: i ricercatori si sono travestiti da panda e, con un po’ di fortuna, sono riusciti ad avvicinarlo e a trasportarlo senza alcuna resistenza nella più sicura riserva di Wolong, dove Tao Tao è stato curato e tenuto in osservazione. Buffa e tenerissima è l’immagine del piccolo tra le braccia dei ricercatori-peluche: di certo questa storia ci fa tirare un sospiro di sollievo perché, quando di una specie restano solo pochi esemplari, anche uno solo può fare la differenza.

Tuttavia non può sfuggirci l’altra faccia di questa medaglia. Si dice che nel preciso momento in cui un animale viene tutelato perché a rischio estinzione, in realtà è già estinto. E come confutare? Un essere vivente si estingue quando il suo habitat non esiste più e quindi non può più mantenerlo in vita.

L’uomo, invece, è l’unico essere capace di adattarsi a qualunque condizione ambientale e climatica perché possiede la capacità di fabbricare utensili e di modificare le proprie abitudini alimentari; al tempo stesso, è l’unico essere capace di trasformare irreversibilmente l’habitat delle altre specie e quindi di “programmarne” l’estinzione.

E il panda? Questo pacifico animale ha bisogno di immense foreste di bambù per sopravvivere; infatti, ogni giorno deve mangiare circa 15 kg di germogli e questo lo costringe a spostarsi di continuo. Per sua sfortuna le città, i centri commerciali, i pascoli e i campi agricoli hanno anch’essi bisogno delle sue foreste di bambù: e nella lotta fra specie si sa, soccombe il più debole, o meglio, quello che non è uomo.

Come sempre, più che dispiacerci per gli animali, possiamo fare qualcosa per loro e in fondo non basterebbe altro che vivere più in sintonia con la natura e meno con il denaro. Qualcuno ha davvero bisogno di un nuovo centro commerciale?

Alessandra De Sio
Dott. di ricerca in Marketing
Professionista del Marketing Etico e Ambientale