La mattanza del mese: dopo le volpi di Siena, ecco i daini di Como

Provincia di Como: Daini a rischio mattanzaAprile è arrivato e, almeno temporaneamente, le volpi di Siena sono al riparo dal massacro in tana a causa di “attività di controllo” che, tra inquinamento, stagioni venatorie e invasione urbana del loro territorio, suonerebbero quasi divertenti, non riguardassero la vita di centinaia, forse migliaia di creature. Ma, mentre le rondini faticano sempre più a portarci la primavera e i delfini paiono quasi suicidarsi sulle nostre coste (e vi cito solo due casi che abbiamo affrontato recentemente, la lista potrebbe essere molto più lunga), la martoriata fauna italiana si trova suo malgrado al centro di un nuovo caso che farà discutere molto nei prossimi giorni. Provincia di Como: sulla base del capitolo aggiunto al programma annuale di abbattimento selettivo di varie specie animali, è pronta una nuova mattanza. A vincere, questo mese, sono i daini.

Nella delibera ufficiale si parla chiaramente di “eradicazione della specie” dall’intero territorio provinciale: agenti del corpo di polizia ed eventuali soggetti coadiutori sono autorizzati a procedere all’abbattimento con l’uso del fucile non solo di esemplari adulti, ma anche di cuccioli che, forse non proprio casualmente rispetto alla vicenda, nascono in primavera secondo i cicli riproduttivi di queste pacifiche e incantevoli creature che riempiono in un modo o nell’altro le favole dei bambini di tutto il mondo.

E le motivazioni? Danni alle produzioni agricole e incidenti automobilistici, da parte oltretutto di una specie definita, sempre dalla delibera, come alloctona (non appartenente al territorio in cui risiede). Ancora, una barzelletta, anche se di quelle con un finale che non fa ridere. L’uomo che giudica non vocazionale un’altra specie, definendola poi pericolosa per i suoi insediamenti nel territorio (naturale…) e spostamenti attraverso lo stesso (con mezzi non propriamente naturali, trattandosi di incidenti con auto). Vi ricordo, stiamo parlando di daini!

La LAC (Lega per l’abolizione della caccia) della zona si è già attivata, promettendo battaglia e ricorso al TAR: ma potrebbe non bastare. Come sempre più spesso accade, purtroppo e per fortuna, tocca anche a noi cittadini, con la diffusione di informazioni e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni, fare la nostra parte. Insieme siamo una voce difficile da non ascoltare.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale