La Guerra del Clima

HAARPSe ponete un sasso su di un piano inclinato di 20-30° e poi avvicinate un sub-woofer che emette vibrazioni bassissime (vicino ai 16Hz), quindi impercettibili, vedrete che a un certo punto, da solo, il sasso scivolerà verso il basso, spinto dagli infrasuoni. Io ho visto eseguire questo esperimento e, non ci crederete, pare si possa replicare sulle faglie tettoniche, provocando terremoti. Gli infrasuoni sono alla base di studi che vanno avanti da metà ottocento, del resto sono ormai noti gli effetti negativi che hanno anche sugli uomini che, se prolungatamente esposti, sviluppano nervosismo, ansia, disagio e addirittura danni fisici all’orecchio. Ma stavolta non è dell’aspetto medico che volevo parlarvi, bensì di investimenti in ricerca e realizzazioni di strumenti per la produzione di infrasuoni che sta contagiando le potenze del Mondo e che pare abbia a che vedere con il controllo climatico.

Tutto cominciò quando Nikola Tesla, serbo naturalizzato americano e genio dimenticato, ufficialmente definito negli anni 30-40 per le sue affermazioni sulle applicazioni dell’elettromagnetismo, “scienziato pazzo”, notò che in presenza di una sorgente di infrasuoni, la nebbia si alzava verso l’alto e si dissolveva; da qui intuì con calcoli matematici che questi potessero modificare, temporaneamente, l’atmosfera e che potevano essere rimbalzati dalla stessa a migliaia di chilometri di distanza. Occorreva però avere una produzione massiccia, concentrata e “orientabile” di energia. Molti di voi ricorderanno sicuramente le crisi diplomatiche tra Russia e USA sulle “Guerre stellari” degli anni ’90: noi, beati ignoranti, bevevamo ciò che ci propinavano giornali e TV, e immaginavamo si stessero accapigliando per qualcosa di sospeso nel cielo, di una stazione orbitante che dall’alto dello spazio, con raggi laser, distruggesse aerei, sottomarini, ogive atomiche e via dicendo.

L’oggetto del contendere erano invece, lo affermano diversi scienziati e giornalisti scientifici, proprio gli infrasuoni, la cui ricerca sistematica orientata alla guerra, parte dagli anni ’80 con le amministrazioni Reagan e Bush padre, imbevuti dal credo orwelliano “War is peace”, o da quello latino, se vi pare, “Si vis pacem, bellum para”. Così, sotto l’inoffensivo e poetico nome di HAARP (più o meno: Programma di Ricerca sulle Alte Frequenze Aurorali), fu creata nel 1992 una stazione di ricerca  che occupa un’estesa area a Gakona, in Alaska, sul cui terreno ci sono 180 piloni d’alluminio di 23 metri, su ognuno dei quali si trovano coppie di antenne per la banda bassa, in grado di inviare onde indirizzabili verso zone strategiche del Pianeta, sia terrestri che atmosferiche. Ovviamente la facciata dell’operazione ha nobili scopi: lo studio della ionosfera, lo sviluppo di nuove tecniche radar, la ricerca su una nuova comunicazione con i sottomarini e in fine rendere possibili radiografie di terreni, in modo da rilevare armi o attrezzature a diversi chilometri di profondità. A conferma di ciò, è online il sito del progetto artatamente sciatto, brutto e minimale, che dipinge l’immagine di una stazione scientifica, con tanto di webcam per un minimo di trasparenza. Nonostante l’apparenza innocua, il fisico Eastlund, autore di molti studi sull’elettromagnetismo e di alcuni brevetti acquistati e secretati dal governo USA negli anni ’80 ha più volte affermato che se si dirigesse la potenza di HAARP verso uno specifica zona della ionosfera, se ne provocherebbe il riscaldamento e il sollevamento, essa diventerebbe dunque una lente riflettente capace di concentrare i raggi su un determinato punto della terra per provocare cambiamenti climatici, slittamento delle faglie tettoniche e addirittura modifica dei processi mentali delle popolazioni.

Ora volendo andare a una conclusione, pur leggendo e rileggendo vari articoli giornalistici e scientifici, non sono riuscito a farmi un’opinione reale e comprendere se sia vero oppure no che la data del 26 dicembre sia stata promossa a data di “dimostrazione a terzi” delle possibilità di HAARP; certo al 26 dicembre del 2002 c’è stato il ciclone Zoe in Polinesia, lo stesso giorno del 2003 il terremoto in Iran e nel 2004 lo Tsunami in Asia. Mi sembra davvero paranoico, a me non piace vedere il male a tutti i costi, tanto più che anche il Tornado in Oklaoma del Maggio 2013 è stato attribuito ad HAARP. Possibile che negli USA ci sia chi abbia preso di mira addirittura uno stato della Confederazione? Io mi chiedo invece: a chi giova tutto questo? Difficile capirlo, a meno che non esista davvero un Joker della serie Batman che vuole distruggere il Mondo intero per il solo gusto di vederlo bruciare!

Credo nell’autoconservazione della specie umana: le ricerche scientifiche dell’HAARP sono terribili e al tempo stesso importantissime. Un po’ come quella nucleare che può distruggere o alleviare il genere umano. Se queste onde possono provocare catastrofi nel globo, magari possono anche evitarle, forse approfondendo le ricerche si troverà il modo di non far sciogliere del tutto i ghiacci, chissà. Di certo, ognuno di noi si deve impegnare nello sviluppo e nella promozione di attività sostenibili per affrontare una decrescita ragionata, necessaria, e anche i governi, in particolare USA, Russia e Cina, vista l’aria di pacificazione generale, devono impegnarsi a sfruttare la tecnologia di HAARP o simili per invertire il cambiamento climatico. Dobbiamo crederci. Per forza, ma senza mai demordere dalla protesta climatica.

Carlo De Sio
Giornalista
Professionista del Marketing Etico e Ambientale

Sito HAARP