La Groenlandia di fuoco

GroenlandiaL’8 luglio 2012 tre satelliti indipendenti hanno rilevato che circa il 40% della calotta di ghiaccio della Groenlandia era in scongelamento, in corrispondenza o in prossimità della superficie. Dopo appena 4 giorni la fusione ha avuto una forte accelerazione e il 12 luglio almeno il 97 per cento della  superficie della calotta di ghiaccio era ormai sciolta. Nell’immagine riportata, le zone colorate in rosa chiaro corrispondono a quei siti in cui almeno uno dei satelliti ha rilevato fusione superficiale, mentre le aree riportate in rosa scuro corrispondono a siti in cui tutti e tre i satelliti l’hanno rilevata. Il ricercatore Nghiem, del Laboratorio Jet Propulsion di Pasadena ha commentato: “è stato un fatto così straordinario che ho ripetuto i rilevamenti e rifatto i calcoli, ero sicuro di aver fatto qualche errore: purtroppo non avevo sbagliato nulla”.

Nei secoli passati ci sono state diverse ondate di aria calda sulla Groenlandia, ma quella arrivata l’8 luglio scorso si è inspiegabilmente parcheggiata, immobile, sopra la calotta di ghiaccio, per circa tre giorni. Ha poi cominciato a spostarsi, per andarsene infine verso il 16 luglio. Gli scienziati con i carotaggi del ghiaccio hanno dimostrato che questi eventi eccezionali non sono sconosciuti: accadono infatti in media ogni 150 anni, con il precedente databile al 1889.

L’ondata di calore del 2012 è quindi in anticipo di circa venticinque anni sulla tabella degli accadimenti millennari; certo si spera sia un fatto occasionale, perché se un’ ondata del genere si ripetesse nei prossimi anni, sarebbe un’ulteriore conferma che l’apertura dei due passaggi (Nord-est e Nord-ovest) del Polo Nord accaduti nel 2008 rientrano in un contesto generale di un mutamento accentuato del clima di portata addirittura più preoccupante di quanto denunciato da più parti.

Cosa aggiungere? Semplicemente che è indispensabile ripensare totalmente la nostra economia e i nostri stili di vita, come spesso diciamo. Siamo su una strada di non ritorno, ma possiamo ancora invertire la marcia. Basta cominciare dai piccoli gesti di ogni giorno.

Redazione Attenti all’uomo