La gomma da (non) calpestare

L'inquinamento della gomma da masticareAbbiamo recentemente parlato di quanto siano nocivi per la salute ed estremamente inquinanti i mozziconi di sigarette gettati e abbandonati in modo selvaggio, senza attenzione o rispetto. C’è un altro elemento di grande impatto per l’inquinamento urbano, che non ha gli stessi effetti diretti sulle persone ma che è spesso addirittura più problematico per lo smaltimento: il “chewing-gum”, altrimenti detto gomma da masticare.

Ogni giorno in Italia se ne consumano circa 28 milioni. Con o senza zucchero, di un gusto piuttosto che di un altro, alla fine la conclusione è la stessa per tutte: masticate e gettate, spesso però in maniera irresponsabile dove e come capita. Buttata per terra lasciandola attaccare al pavimento stradale o goffamente mimetizzata in un fazzoletto di verde, gettata dal finestrino dell’auto o attaccata sotto banchi, muri e panchine: la gomma da masticare ci circonda, elemento di un inquinamento sottovalutato (almeno fino a quando non lo incrociamo direttamente, magari sotto la scarpa) che risulta essere tra i più costosi e impegnativi per i Comuni per essere smaltito. Difficile da credere? Secondo uno studio tedesco del 2010, rimuovere una singola gomma da masticare costerebbe esattamente 1 euro, oltre a richiedere un paio di minuti di lavoro. Numeri impietosi.

La soluzione a tutto questo risiede nella semplice educazione e nel rispetto per l’ambiente che ci circonda e per noi stessi: mastichiamo gomme per ore, potremmo farle durare un poco meno o più in modo da poterle gettare responsabilmente oppure dotarci di un ecoastuccio portatile, pratico e utilizzabile anche per i mozziconi di sigarette e altri piccoli rifiuti. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di consumare gomme da masticare biodegradabili, capaci di “pulirsi” da sole scomparendo e non lasciando le famose, tremende macchie nere tipiche.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale

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