L’Italia si coalizza per l’aria pulita

Aria pulitaForse stiamo andando nella direzione giusta, anche l’Italia è entrata a far parte della “Coalizione globale per il clima e l’aria pulita” insieme alle altre grandi economie del Pianeta.  L’annuncio arriva dal programma Onu per l’ambiente (Unep), dopo la ”dichiarazione di Camp David” siglata all’ultimo G8. Il problema tutela dell’ambiente è sentito dai governi del mondo intero perché, in un modo o nell’altro, ovunque si sta cominciando a risentire pesantemente degli effetti negativi del riscaldamento globale.

È per questo motivo che, in modo unanime, la Coalizione si è data come obiettivo quello di eliminare i cosiddetti “inquinanti per il clima di breve durata”, fra i quali alcuni gas fluorurati (HFC), più pericolosi della famigerata CO2.

A cosa servono questi gas? Sono particolarmente usati nei sistemi di refrigerazione, per esempio nei condizionatori (per i quali l’Italia è già da un po’ nel mirino di Bruxelles). Questi gas, assieme con le polveri sottili derivanti dalla combustione dei prodotti petroliferi e del metano, sono responsabili di milioni di morti e di ingentissimi danni ai raccolti agricoli, oltre che, naturalmente, di enormi danni ambientali.

Secondo le stime, la veloce eliminazione di questo tipo di inquinanti può avere un impatto diretto sulla riduzione del riscaldamento globale entro il 2050 di almeno mezzo grado, cosa non da poco, considerando che il massimo che la Terra potrebbe tollerare è un aumento medio della temperatura di soli 2° e che oggi siamo già a +0,76°.

Ci fa piacere, inoltre, ricordare che sono presenti nella “Coalizione globale per il clima e l’aria pulita” i seguenti stati: Canada, Stati Uniti, Messico, Svezia, Ghana, Bangladesh, Colombia, Giappone, Nigeria e Norvegia, e che, a seguito del G8, assieme con l’Italia, si sono unite (finalmente aggiungeremmo) anche Gran Bretagna, Francia, Germania e Russia.

L’adesione del nostro Paese non rappresenta solo aggiungere un ulteriore tassello per la riduzione dei gas serra, ma diventa la premessa di un cambiamento culturale che pian piano investirà la società, in tutti i suoi aspetti.

Redazione Attenti all’uomo