Inquinamento e infertilità maschile

Inquinamento e infertilità maschileAbbiamo già visto nell’appuntamento precedente come l’inquinamento atmosferico possa avere molti effetti negativi sulle donne in gravidanza e sui futuri nascituri; a questo punto è naturale chiedersi se ci siano risvolti preoccupanti anche sulla capacità riproduttiva maschile. Purtroppo la risposta è si. Di certo in questo campo sono stati effettuati meno studi poiché la materia sta interessando il mondo scientifico solo da qualche anno, tuttavia, anche in questo caso tutte le comunità scientifiche concordano sull’evidenza che l’inquinamento atmosferico incida negativamente anche sulla capacità riproduttiva maschile e dunque sulla sua fertilità.

In definitiva è provato che l’aria che ogni giorno respiriamo, soprattutto nelle grandi città, è capace di alterare la qualità del seme maschile, riducendo il numero degli spermatozoi, la loro motilità e la loro concentrazione.

Come anche nel caso femminile non è ancora del tutto chiaro il meccanismo con cui ciò avviene, ma l’ipotesi più invalsa è che gli inquinanti, essendo capaci di passare nel sistema circolatorio attraverso l’albero respiratorio, possano raggiungere i testicoli, deputati alla “costruzione” e produzione degli spermatozoi, e danneggiarne il DNA. Le cellule a questo punto non sono più capaci di svolgere al meglio le loro funzioni e dunque di essere “utili” alla procreazione.

Se uniamo le difficoltà riproduttive femminili a quelle maschili ci risulta chiaro come il problema inquinamento e procreazione sia, forse, ben più grave di quanto noi stessi possiamo immaginare. Non porre soluzioni e freni a questa graduale intossicazione alla quale siamo quotidianamente sottoposti, renderà sempre più difficile compiere una delle azioni più naturali per gli uomini come per gli animali: assicurare la sopravvivenza della propria specie.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica