Inquinamento e gravidanza

Inquinamento e gravidanzaL’inquinamento, e in particolare quello atmosferico, è ormai divenuto uno dei principali problemi per il mondo occidentale in quanto è in grado di provocare, o di aggravare, numerose patologie; in realtà il problema è ben più ampio perché, stando a quanto ormai accertato dalla comunità scientifica, esso potrebbe addirittura minare la sopravvivenza di tutte le forme viventi e, dunque, anche del genere umano. Vediamo perché.

Gli inquinanti atmosferici sono molti e di diversa natura, si va da quelli solidi come le polveri sottili (PM) a quelli gassosi come il monossido di carbonio (CO), gli ossidi di azoto (NOx) e moltissimi altri; in ciascun paese, città o Stato, possiamo trovare differenti combinazioni di inquinanti, a seconda della tipologie di industrie, di trasporti, di condizioni climatiche presenti e di stili di vita dei cittadini. Negli ultimi anni sono stati condotti numerosi studi dalle comunità scientifiche di tutto il mondo e tutti concordano sul fatto che l’inquinamento atmosferico può incidere sullo sviluppo del feto e dare origine a difetti e malformazioni.

L’aria che ogni giorno respiriamo, sopratutto nelle grandi città, può per esempio portare a un aumento degli aborti spontanei oltre che a un incremento di difetti alla nascita quali: basso peso (correlato allo sviluppo di varie patologie da adulto), parti prematuri e sviluppo di anomalie congenite sopratutto a carico del sistema cardiovascolare.

Qualche studio ha inoltre dimostrato che i bambini nati da madri esposte agli inquinanti durante la gravidanza presentano una riduzione del quoziente intellettivo durante i primi sei anni di vita.

Sui meccanismi che l’inquinamento usa per creare danni al feto non c’è ancora chiarezza, si ipotizza che provochi una diminuzione dell’apporto di ossigeno che affluisce al feto o che induca la formazione di alcuni composti chimici in grado di danneggiare il DNA. E’ vero che l’ipotesi che questo possa compromettere l’esistenza futura della razza umana, sembra piuttosto catastrofica, ma è anche vero che se non tentiamo di porre un freno a tutto quello che ogni giorno scarichiamo nell’atmosfera quest’ipotesi potrebbe anche diventare la realtà.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica