Inquinamento e malattie cardiovascolari

Inquinamento e malattie cardiovascolariLe malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte per tutto il mondo occidentale. Da cosa sono causate? Da vari fattori, quasi tutti riconducibili agli stili di vita; ormai un po’ tutti sappiamo che sedentarietà, stress, cattiva alimentazione, obesità, fumo e alcool sono fattori, spesso concatenati tra loro, che mettono a rischio il nostro cuore, così come non stupisce più nessuno il fatto che l’America, patria delle peggiori abitudini, abbia il triste primato per diffusione di questo tipo di malattie. In tanti, invece, ignoriamo l’incidenza dell’inquinamento atmosferico su di esse.

A tutti di tanto in tanto capita, per esempio, di percepire dei battiti irregolari del proprio cuore; quando succede di norma pensiamo sia colpa dello stress, o dell’ansia, oppure, non sapendo a cosa imputarli, ricorriamo con un po’ di paura al medico, ma chi tra noi ha mai pensato invece di attribuirne le cause all’inquinamento? Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato circa 800.000 morti l’anno legate ai fattori di tossicità dell’aria, e la tendenza è in aumento; sono cifre enormi, oltre che una spesa incalcolabile per la sanità pubblica.

Numerosi studi effettuati in tutto il mondo sono dunque unanimemente d’accordo nel constatare una diretta relazione tra gli inquinanti e l’aumento esponenziale di: infarti, ictus, ipertensione, aterosclerosi,  aritmie cardiache e trombosi. Il particolato è capace, inoltre, di influire negativamente su diversi parametri biochimici del nostro organismo che sono coinvolti nello sviluppo di queste malattie (aumento delle LDL, il cosiddetto colesterolo cattivo, e diminuzione delle HDL, il colesterolo buono). I meccanismi che l’inquinamento innesca e che danno origine alle patologie cardiovascolari sono i seguenti: per prima cosa i nostri polmoni si trasformano in depositi di sostanze altamente infiammatorie che, quando non incidono solo localmente, a livello brochiale per esempio, possono successivamente entrare in circolo in tutto l’organismo (già nel giro di un’ora), nel qual caso i danni interessano direttamente gli organi con cui vengono in contatto. Gli inquinanti possono poi incidere sul sistema nervoso autonomo provocando tachicardia e alterazione del tono vascolare (delle vene e delle arterie). Gli effetti a catena sono quindi abbastanza diretti.

La cattiva notizia è che non occorre un’esposizione prolungata per danneggiare il nostro organismo: ad alte concentrazioni di inquinanti (in condizioni ambientali simili a quelle delle grandi città, per intenderci) bastano appena poche ore. Inutile dire che le fasce più deboli (anziani, bambini o persone già affette da qualche patologia) sono quelle più a rischio; altrettanto superfluo è far notare a tutti i “salutisti urbani” che fare jogging in città equivale a fare un aerosol di sostanze tossiche. Meglio evitare.

La nostra salute comincia dal prendersi cura del nostro ambiente. Alla nostra società non occorrono solo farmaci più evoluti, cure migliori, assistenza sanitaria efficiente e altro, è indispensabile anzitutto vivere bene e in ambienti sani. Cominciamo dal prendere meno l’automobile, usare con parsimonia gli elettrodomestici e l’elettricità e avremo immediatamente tutti una salute di gran lunga migliore rispetto a quella che purtroppo abbiamo oggi.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica