Inquinamento atmosferico: Italia da primato, in negativo

Inquinamento ItaliaMaglia nera per la qualità dell’aria all’Italia, che ha sforato i limiti UE per: particolato, ozono e monossido di carbonio, ma anche nickel e benzene. Questo è quanto emerge dal rapporto 2012 dell’Agenzia UE per l’Ambiente presentato il 21 settembre a Bruxelles e relativo al periodo 2001-2010. Il nostro paese sarebbe tra quelli (con Polonia, Slovacchia, Balcani e Turchia) che nel 2010 hanno superato più spesso (e forse volentieri) il valore limite annuale per le Pm10 fissato nel 2005; anche con i valori delle polveri sottili (Pm2.5) siamo stati all’altezza, sforando le soglie obiettivo annuali da raggiungere entro il 2010, come è accaduto in Bulgaria, Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia. Per chiudere il meraviglioso cerchio, non ci siamo fatti mancare i valori europei piu’ alti di particolato (dati 2009) nelle zone rurali, insieme a Ungheria e Olanda; questo dato è se vogliamo ancora più preoccupante, perché vuol dire che non sono esenti da inquinamento neanche i siti che per antonomasia dovrebbero essere più “sani”.

E le note positive? Purtroppo non ci sono, c’è da raccontare ancora di record negativi: nel 2010 i valori di ozono più alti d’Europa (oltre due volte la soglia limite) sono stati registrati nell’Italia settentrionale. Maglia nera anche per il monossido di carbonio, di cui l’Italia e’ l’unico paese a essere riuscito a sforare i limiti nel 2001, nel 2005 e nel 2010: un bel tris. Eccessiva poi la presenza di nickel e benzene/benzopirene nell’aria in alcune zone, principalmente in siti industriali del Nord. Un bollettino di guerra insomma, che ci pone tra gli ultimi posti in Europa per qualità dell’aria e dunque sostenibilità e tutto questo con risvolti pessimi sulla nostra salute. Cambiare? Stando così le cose è un dovere, anche perché a ben vedere all’interno di quei dati ci sono le emissioni di ciascuno di noi: delle nostre auto, moto, industrie e così via.

Redazione Attenti all’uomo