Quello che inquini, respiri

Malattie respiratorieVi sarà certo capitato di provare un lieve fastidio alla gola o al naso, proprio nel bel mezzo di un luogo trafficato o di una zona industriale. Tranquilli, è “normale”: in questi luoghi infatti si concentra la maggior parte degli agenti inquinanti ed è bene sapere che l’inquinamento atmosferico ha effetti negativi prima di tutto sull’apparato respiratorio. Questo perché le vie respiratorie mettono in connessione diretta il nostro organismo con gli agenti inquinanti esterni, e a ogni respiro incameriamo praticamente tutto ciò che è presente nell’aria intorno a noi.

L’enorme impatto e gli effetti che gli inquinanti atmosferici possono avere sulle patologie respiratorie sono noti da ormai 60 anni; il clamoroso caso del  “London fog” (1952), una cappa di smog che stazionò sulla città di Londra e che in 5 giorni fece quasi 4000 vittime tra i cittadini, innescando crisi respiratorie e gravi affezioni bronchiali, fu il “casus belli” che dette inizio a tutti gli studi sui danni causati dall’inquinamento.

Diversi studi fatti in America hanno dimostrato che le vittime per patologie respiratorie legate all’inquinamento sono aumentate del 180% negli ultimi cinquant’anni, tenendo esattamente il passo con l’aumento degli inquinanti presenti nell’aria.

Naturalmente a essere più colpite sono le fasce d’età più deboli e cioè i bambini e gli anziani; inoltre, non vengono di certo risparmiati anche gli animali (domestici e selvatici).

Tutti gli inquinanti sono sotto accusa, ma sicuramente quelli più pericolosi sono le polveri sottili, l’ozono e gli ossidi di azoto; quasi tutti per la maggior parte derivanti dai combustibili fossili. È dimostrato che l’inquinamento dell’aria può far insorgere dal nulla o aggravare numerose malattie già esistenti: aumenta l’incidenza di allergie, di asma, di crisi respiratorie, di bronchiti e di alcuni tipi di infezioni.

L’evidenza di quanto detto sta nel fatto che nelle città più popolate (e più inquinate) i cittadini sono diventati generalmente più “sensibili”, contraggono facilmente allergie, attacchi di asma ed è obiettivamente diventato più difficile guarire dalle infezioni respiratorie con la conseguenza che i medici devono sottoporre i pazienti a vere maratone di antibiotici per combattere gli stati recidivi.

La conclusione purtroppo è che l’uomo usa ancora l’ambiente come una pattumiera e non si rende conto che questo va solo e unicamente a suo svantaggio. L’unica soluzione praticabile è porre un freno a tutto ciò che deliberatamente e coscientemente scarichiamo nell’ambiente. Può sembrare banale, ma è proprio così: alla fine, ne va della nostra salute.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica