L’illuminazione notturna che danneggia l’ambiente

Illuminazione notturnaIl comitato CieloBuio Preservation, che da tempo si batte contro l’inquinamento luminoso notturno, ha considerato che in Italia ogni anno si spendono per l’illuminazione stradale più di 1 miliardo di euro, con uno spreco almeno del 30%, costi di manutenzione esclusi. Lo stesso comitato indica diverse soluzioni per modificare una situazione che definire paradossale è perfino poco. In breve, si propone di spegnere dopo le 23 l’illuminazione pubblica non urbana, quella dedicata agli edifici storici e ai monumenti, il 50% di quella urbana e di utilizzare riduttori di flusso a pieno regime; a rispettare il limite orario dovrebbero essere anche i privati (aziende, ville, parchi). Sarebbe poi da riconsiderare la proliferazione di punti luce in zone da poco urbanizzate e di favorire norme e standard tecnici per il risparmio energetico.

L’insieme di queste proposte finalizzate al risparmio dei soldi pubblici destinati a un’illuminazione eccessiva e spesso inutile è, tra le altre cose, perfettamente in linea con la Spending Review (revisione della spesa avviata dal governo Monti). Tanto per avere un metro di paragone va detto che l’Italia, insieme con la Spagna, è il Paese europeo che ha il maggior numero di punti luce (e potenza installata, ovviamente) per chilometro quadrato e, altro record italiano, supera quasi tutti i Paesi dell’Unione (tra cui la stessa Spagna) per consumo pro capite.

Del resto chi gira un po’ per l’Europa avrà sicuramente notato che le piazze, le strade, più o meno importanti, i parchi e le ville private in Italia non hanno rivali in quanto a illuminazione; se poi si considerano le strade di periferia, quelle di Germania, Francia e Inghilterra non sono neanche lontanamente paragonabili alle nostre. Non molti sanno però che alcune Regioni (Lazio e Lombardia per esempio) hanno già norme da far applicare agli Enti Locali appositamente studiate per contrastare l’inquinamento luminoso e incentivare il risparmio energetico; ma se poi i funzionari che dovrebbero farle rispettare sono “di vecchio stampo” e non hanno una sensibilità eco, in pratica è come non averle.

A margine ricordiamo che l’illuminazione notturna non fa male solo alle tasche dei cittadini e all’ambiente, ma anche agli animali. I più danneggiati sono quelli che vivono proprio grazie al buio (barbagianni, gufi, pipistrelli e tanti altri) ma anche quelli che possono approfittare, per cacciare e per spostarsi, delle uniche ore in cui gli uomini non invadono i loro già martoriati habitat.

Carlo De Sio
Giornalista
Professionista del Marketing Etico e Ambientale