Il ritorno degli orti viventi

Orti viventiLa trasmissione radiofonica Caterpillar di Radio2 sta promuovendo una grande mappatura degli orti presenti in tutta Italia. Questa iniziativa, denominata ortoXmille, sta confermando il lento ritorno della nostra società ipertecnologica all’agricoltura per uso domestico; soprattutto in città si registra un importante cambio di tendenza dopo anni di abbandono e disinteresse nei confronti della coltivazione diretta. Complici (con ogni evidenza) la crisi e il crescente bisogno di certezza rispetto a quello che mangiamo, gli orti si stanno dunque diffondendo sempre più nei nostri ambienti urbani, assumendo le dimensioni di un fenomeno sociale di portata davvero interessante e non casuale.

“Penso che in questo momento di crisi, di crisi economica, la terra è l’unico luogo in cui possiamo ritornare per ricostruire una nuova economia”: con queste parole Vandana Shiva, ambientalista e attivista indiana nota per le sue battaglie orientate alla tutela della biodiversità e dell’alimentazione etica, si rivolge ai giovani di tutto il mondo in una recente intervista pubblicata dal portale Navdanya International.

A ben vedere dalla Casa Bianca al balcone di casa di ogni cittadino, gli orti urbani stanno nascendo e radicandosi in modo spontaneo e auto-organizzato, grazie all’impulso di singole persone, grazie alle associazioni, che gestiscono grandi appezzamenti  che ripartiscono gratuitamente tra anziani e famiglie volenterose, grazie al sostegno degli enti pubblici e da qualche tempo addirittura grazie a iniziative aziendali progettate per coinvolgere i dipendenti in attività collettive rilassanti, che hanno il potere di stemperare (tra le altre cose) le tensioni e diffondere i principi sociali e ambientali della sostenibilità. 

In città ormai fortemente cementificate, sempre più persone avanzano una domanda di verde urbano, non solo da ammirare e fruire passivamente, ma nel quale intervenire in prima persona progettando e organizzando attività culturali e iniziative di animazione sociale tese a riportare l’animo umano alla sua vera essenza. L’orto infatti, quando nasce, non è solo portatore di gustosi prodotti genuini ma anche di benessere psico-fisico, è un polmone verde insomma che risponde all’esigenza di “fare comunità”.

Gli orti inoltre oggi rappresentano un tentativo da parte dell’uomo di ridare spazio alla natura in ambito urbano e di mostrare la capacità dell’agricoltura di rigenerare e valorizzare spazi altrimenti soggetti a fenomeni di degrado e abbandono. Realizzare e prendersi cura di un orto significa generare consapevolezza nel cittadino di domani della necessità di costruire una dimensione sociale sostenibile, inclusiva e coesa, dedita alla tutela dell’ambiente, attenta al fenomeno dei cambiamenti climatici e al consumo di suolo e consapevole del limite che l’umanità dovrebbe darsi rispetto all’uso del territorio. Tutti valori fondanti dell’inevitabile rivoluzione degli stili di vita che ci attende e che personalmente credo ci aiuterà a rifondare una società migliore.

Elisa Macciocchi
Sociologa
Esperta in Sviluppo Sostenibile

Sito ortoXmille