Il riciclo si trasforma in arte: da Cautera una storia di speranza e umanità

La Recycled Orchestra di CateuraA Cateura, in Paraguay, la realtà riguardante la condizione sociale ed economica è davvero un problema drammatico (come d’altronde in tutto il resto del sud America), per non parlare dell’allarme rifiuti e di quelle igieniche. In una situazione di degrado totale sorge un’idea che serve ad essere di esempio per l’intero pianeta e che ha creato un vero e proprio spunto per realizzare una soluzione alla situazione ambientale e sociale di questa popolazione: la Recycled Orchestra. Un’orchestra composta da giovani disagiati di questo angolo nascosto e dimenticato dal Mondo e dai loro strumenti, creati riciclando rifiuti.

Ma facciamo un passo indietro. La gestione dei rifiuti è stata sempre considerata un vero e proprio problema per le nostre società e per il benessere sociale dei cittadini. Il riciclo è un metodo utilizzato di recente e inizialmente solo nei Paesi industrializzati che permette di rimettere in circolazione nel processo produttivo materiali altamente contaminanti come il vetro, i metalli e i polimeri. Si pensi alla plastica che non può essere riciclata; o meglio, il costo per riciclarla è molto superiore al costo di produzione della nuova plastica. Un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Eppure tutto si può realizzare, in modo creativo, come ci insegnana appunto la storia della Recycled Orchestra.

E se il riciclo è il cuore del loro progetto, la musica ne è l’anima. Musica che in Sud America è da sempre considerata salvezza, una sorte di riscatto sociale e intellettuale per la maggior parte della popolazione povera. Insegnare a suonare uno strumento musicale ai ragazzi appartenenti a “los barrios” o “favelas” significa dare loro una speranza, sradicarli dalle loro potenziale condizione di vita delinquenziale. In Venezuela, per esempio, si è dato vita a El Sistema, un’orchestra totalmente composta da ragazzi appartenenti appunto ai quartieri più poveri e che grazie alla passione trasmessa dal Maestro José Antonio Abreu l’ha fatta diventare l’orchestra Venezuelana una delle più famose al mondo. Ma nel progetto di Cateura c’è molto più della semplice educazione sociale e del semplice assistenzialismo, c’è una preparazione a recuperare i valori ambientali e l’intenzione di migliorare la qualità di vita in generale, della popolazione ma anche del territorio.

Di fatto a Cateura la convivenza con montagne di rifiuti è un’abitudine. Ed ecco la dimostrazione che il degrado può trasformarsi in evoluzione e progresso, se invettiva e volontà umane si danno da fare. Ora la discarica può essere vista come una risorsa e non uno svantaggio o un pericolo per alcuni di loro. È stato così che Fabio Chavèz, un tecnico ambientale, ha trasformato il rifiuto in musica, arte, speranza, sostenibilità. Chitarre realizzate con manici da scopa, elettrodomestici reincarnati in forme in fondo più dignitose delle originali, un violoncello creato attraverso una latta di olio e i manici da cucchiai di legno da cucina. Incredibile, e ancora più incredibile, tornando al valore sociale e morale dell’iniziativa, se pensiamo che in questo villaggio un qualsiasi strumento musicale varrebbe più di una casa!

Dopo questa iniziativa sono addirittura nati dei laboratori all’interno delle scuole, nel sud America ma anche in Europa, dove vengono trasmessi ai ragazzi le basi tecniche per la costruzione di prodotti musicali, le tipologie di materiali necessarie per l’emissione di un determinato suono e via dicendo.

Per quanto il progresso produttivo continui ad avere i suoi successi, una grande conquista sta nel rendersi conto che si può fare a meno delle leggi dettate dalla società consumistica (e involutiva da un punto di vista ambientale) ed essere consapevoli che si possono ottenere ottime soddisfazioni attraverso l’auto creazione: siamo noi stessi la più grande risorsa che possediamo! Avrebbero mai immaginato Mozart o Beethoven che i rifiuti sarebbero diventati una risorsa per la produzione della musica? Forse no, ma questo è davvero un modo per comprendere che i migliori risultati possono realmente nascere dalla speranza e dalla forza interiore, anche nelle condizioni peggiori.

Agnese Ficetola
Sociologa
Consulente in Sociologia dell’Ambiente