Il Pianeta scotta, la colpa è dell’uomo

Terra scottaUna bozza del prossimo rapporto dell’Ipcc, l’organismo dell’ONU che studia i cambiamenti climatici, pubblicato da diversi siti e confermato dall’agenzia stessa, sostiene che senz’ombra di dubbio gli sconvolgimenti climatici ai quali stiamo assistendo sono da attribuirsi solo ed esclusivamente all’uomo. Questo annuncio suona come una vera sentenza che non lascia molto all’immaginazione su quelle che certamente saranno le conseguenze sulla nostra specie e sulla vita dell’intero Pianeta.

Dal rapporto che sarà pubblicato ufficialmente nel corso del 2013 emerge una realtà inquietante: la probabilità che sia l’uomo a causare il riscaldamento globale è estremamente alta, superiore al 95%; la stima attuale scalza quella del 2007 già disastrosa (90%).  Entro il 2100 insomma la temperatura media mondiale potrebbe salire da un minimo di 0,2 fino a 4,8 gradi,  superando drammaticamente la “soglia di sicurezza” di 2 gradi. Anche la stima sull’innalzamento del livello del mare da qui a fine secolo è aumentata, passando da un range compreso tra 18 e 59 centimetri a uno compreso tra i 29 e gli 82: in estrema sintesi, la nostra penisola in parte annegherà. Fra le altre informazioni, nel documento è presente anche la smentita ufficiale della possibile responsabilità delle radiazioni solari sul riscaldamento: siamo noi, solo noi, che stiamo ammazzando il Pianeta e suicidando la nostra specie.

Il rapporto dell’Ipcc non lascia dunque dubbi su cui accampare scuse e contravviene anche alle convinzioni dei più ostinati assertori di un processo di cambiamento naturale della Terra; siamo al capolinea e salvarci è una scelta che possiamo operare solo noi. Quel che invece ci preme sottolineare è che nel processo di costruzione del disastro globale sono coinvolti i nostri personalissimi gesti, quelli di chi scrive questo articolo e anche quelli di chi  lo legge. Sul bilancio pesa il termostato dei riscaldamenti, delle automobili, degli imballaggi di plastica, insomma di tutto ciò che “preme sulla natura”: sarà il caso di cambiare qualcosa ora e subito se non vogliamo abbandonare la nostra specie e i nostri figli a una futura ecatombe.

Redazione Attenti all’uomo