Il blocco del traffico: inutile

Blocco del trafficoLa maggior parte di noi ha la fortuna (o è meglio dire sfortuna, forse?) di vivere in città; assieme con i vantaggi di una vita iperconnessa con gli altri e piena di servizi e opportunità, dobbiamo accollarci anche una quantità enorme di inquinamento prodotta dai mezzi di trasporto e dai riscaldamenti domestici. Trascorriamo la nostra giornata in un ambiente definito “fuorilegge” in quanto viola continuamente i limiti fissati, oltre i quali si rischia un reale pericolo per la salute umana. Buona parte delle città italiane sono tra le meno vivibili d’Europa per quanto concerne la qualità dell’aria, anche se tutto ciò sembra non preoccuparci più di tanto vista la pochezza degli interventi a riguardo. Comunque, siamo la “pecora nera d’Europa”.

Il traffico è sicuramente uno dei principali problemi del nostro paese: abbiamo il maggior numero di auto pro capite e il movimento delle merci sul nostro territorio è affidato quasi esclusivamente al trasporto su gomma. Tutto questo sicuramente non facilita la ricerca di una soluzione, ma resta comunque un nostro obbligo morale, nonché salutare, impegnarsi a fondo per rendere il nostro ambiente più sano.

I nostri governanti utilizzano di tanto in tanto soluzioni che tendono a rattoppare un momento critico piuttosto che risolvere il problema alla radice; uno tra i rimedi più ovvi e semplici attuati dai nostri sindaci è, per esempio, il blocco del traffico. Buona parte di noi si sarà accorta che all’interno delle grosse città spesso non ci è consentito circolare durante le ore di punta, misura che punta ad abbassare le concentrazioni di inquinanti e migliorare così la qualità dell’aria; tuttavia questa pratica si è rivelata decisamente poco utile (per non dire totalmente inutile). Molti tra gli studi effettuati sulle città di Napoli e Milano dimostrano con evidenza che il blocco del traffico a fasce orarie non produce alcuna differenza tra i valori degli inquinanti (polveri sottili, NOx) misurati durante le ore di traffico consentito e quelli ottenuti durante le ore del blocco.

Le motivazioni che sono alla base di questo nulla di fatto sono semplici: c’è una totale mancanza d’informazione del cittadino circa il blocco del traffico, una scarsissima sensibilizzazione al problema ambientale e insufficienti soluzioni di mobilità alternativa.

Il problema non è semplice da risolvere ma di certo richiede una volontà comune sia di chi ci governa, sia di noi cittadini. Le nostre amministrazioni non dovrebbero solo imporre dei divieti ma fornire opportunità, di educazione e di utilizzo di alternative alla mobilità urbana (miglioramento e potenziamento del sistema di trasporto pubblico con mezzi a impatto zero, o meglio implementazione di un servizio comunale di noleggio bici a costi contenuti e di idonee infrastrutture). Noi cittadini da parte nostra dovremmo smettere di sentirci vittime e diventare parte attiva del cambiamento che migliorerà la qualità dell’aria e di conseguenza della nostra vita, limitando l’uso delle automobili il più possibile, chiedendoci ogni volta che le utilizziamo se è necessario o se potremmo farne a meno e cercando soluzione che non inquinino.

D’altra parte, come spesso vi ricordiamo, ciò che inquiniamo lo respiriamo.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica