I piccoli gesti che rendono gli uomini liberi: la storia di David Grassi

David GrassiCome praticamente ogni giorno noi di Attenti all’uomo diciamo e cerchiamo di comunicare, ognuno ha la possibilità nella propria vita di essere in prima persona, coi propri gesti, il cambiamento che vorrebbe vedere attorno a se. Può essere più o meno facile, può scatenare conseguenze o reazioni e ottenere risultati evidenti o quasi nulli, ma è possibile ed è una cosa che abbiamo il dovere di inseguire, per noi stessi anzitutto. Ecco perché oggi, a distanza di 12 anni esatti, vogliamo ricordare la storia di un uomo, David Grassi, che ha trovato il coraggio di essere se stesso e di credere di poter essere il cambiamento, nonostante le conseguenze. “No, signor capitano, questo non lo possiamo fare. E se lo dovesse fare lei, sappia che ho già fatto delle foto e alcuni filmati che invierò a chi di dovere, anche alla stampa se necessario, per denunciare quello che è successo a bordo”.

L’ordine che il 23 febbraio 2002 David Grassi, allora tenente di vascello sulla nave da guerra Maestrale impegnata nella missione Eduring Freedom nel corno d’Africa, si è rifiutato di eseguire e che ha cambiato la sua vita per sempre, era quello di sversare in mare migliaia di litri di liquidi oleosi, provenienti dal motore, che si erano accumulati nella sentina; in barba alla tutela dell’ambiente, al rischio inquinamento e al regolamento internazionale che prevede, anche per le navi militari, di svuotare le sostanze inquinanti nel porto più vicino e con l’intervento di una ditta specializzata.

Sarebbe bello raccontare semplicemente un lieto fine; in realtà, il rifiuto del tenente nell’eseguire gli ordini gli costò 15 giorni d’arresto, una carriera sostanzialmente rovinata e 12 lunghi anni di battaglia legale che si è almeno conclusa con una (parziale) vittoria: il Tar di Genova, tribunale al quale si era rivolto per far sentire valere le proprie ragioni, ha infine cancellato quella sanzione disciplinare ma non gli ha riconosciuto il risarcimento danni.

Sarebbe facile lasciarsi andare, a questo punto, a commenti, recriminazioni e populismi: è invece giusto dire nuovamente che nei tempi difficili che stiamo vivendo il cambiamento esiste, è possibile, ma può partire soltanto dai singoli, noi. Ha un prezzo, quasi sempre, è vero, ma è in fondo irrisorio se pensiamo che lo paghiamo per la nostra libertà.

Federico Lombardi
Project Manager
Professionista della Comunicazione Digitale