Frutta e verdura, gusto pesticida

PesticidaIl consumo di frutta e verdura è raccomandato da tutti i nutrizionisti e dietologi; a parere dei medici sono soprattutto i bambini e gli adolescenti a doverne mangiarne di più, dato l’altissimo apporto di vitamine, sali minerali e proteine indispensabili per un corretto sviluppo. Non a caso ortaggi, legumi e frutta sono la base della tanto stimata dieta mediterranea e l’icona della salute per la nostra società. Ma i metodi di coltivazione non sono tutti uguali e nella maggioranza dei casi oggi prevedono l’uso di sostanze chimiche dannose: i pesticidi. Come siamo arrivati a questo?

In natura frutta e verdura crescevano (e crescerebbero tuttora) spontaneamente e l’uomo le ha inserite nella propria dieta imparando, con il tempo, a ottimizzarne la produzione attraverso pochi interventi; fino al 1900 col termine agricoltura s’intendeva semplicemente l’atto fisico di preparare i campi, seminare e raccogliere i frutti. Durante le prime decadi del novecento qualcuno, invece, ha scoperto che si poteva amplificare la resa dei campi evitando che i raccolti andassero perduti per colpa di parassiti o insetti: da quel momento in poi l’obiettivo diventò intervenire energicamente su di essi, ricorrendo agli allora rudimentali laboratori chimici. Con gli anni le cose sono andate sempre peggio e oggi ci troviamo inondati, appunto, dai pesticidi.

Ma cosa sono questi “famosi” pesticidi? Sono sostanze chimiche di sintesi specificamente create per distruggere i parassiti; in questa categoria rientrano anticrittogamici, insetticidi, diserbanti e acaricidi. Esistono migliaia di sostanze quotidianamente usate in agricoltura (soprattutto per le coltivazioni intensive ed estensive) e solo del 10% di queste si conoscono i reali effetti tossici, di un altro 20% si conosce poco, mentre delle restanti sostanze, ben il 70%, non si sa quasi nulla. Nonostante ciò il loro uso è veramente smodato e sovradimensionato, solo in Italia ne vengono impiegate 170.000 tonnellate circa l’anno, una media di 3Kg procapite; la cosa più drammatica è che solo lo 0,1% raggiungerebbe realmente il bersaglio, mentre tutto il resto andrebbe semplicemente a danneggiare l’ambiente. I pesticidi sono diventati di diritto la principale fonte d’inquinamento per aria, terra e acqua.

È molto difficile sintetizzare in questa sede quali siano i più tossici e quali siano i meccanismi d’azione con cui agiscono sulla natura, di fatto però la conclusione è la seguente: i pesticidi distruggono gli insetti (indistintamente) e danneggiano la nostra salute (con certezza). Cosa pensereste se vi dicessi che alcuni di essi sono nati come armi chimiche impiegate durante la seconda guerra mondiale, con lo scopo di uccidere persone? Guardandola da questo punto di vista vi sarà più facile capire come qualunque forma di vita, venendo in contatto con queste sostanze, ne sia danneggiata. L’impatto ambientale è così devastante che interi ecosistemi muoiono grazie ai pesticidi: uccelli, pesci, piante, frutti, fiori, nessuno resta escluso.

Quanto all’incidenza sulla salute umana gli studi confermano una correlazione tra sostanze chimiche agricole e allergie, sterilità, malformazioni fetali, abbassamento delle difese immunitarie, compromissione del sistema nervoso e purtroppo cancro; ci sono anche sporadici casi di  intossicazione acuta letale. A questo punto un’osservazione è d’obbligo: com’è possibile che la frutta e la verdura, alimenti sani per antonomasia, siano stati trasformati in delle bombe tossiche? La risposta è semplice: in nome del profitto, perseguito a ogni costo dalle grosse aziende di produzione e distribuzione e appoggiato dai governi di tutto il mondo. Abbiamo insomma trasformato l’agricoltura da fenomeno rurale a fenomeno industriale e abbiamo cominciato a usare qualunque mezzo in nostro possesso per massimizzare il suo rendimento; oggi ne subiamo le conseguenze.

Il rimedio più semplice sarebbe avere il nostro orto personale, ma purtroppo non tutti possiamo godere di questo vantaggio, ormai preziosissimo; di certo però possiamo sostenere l’agricoltura biologica e sana, o quella del contadino dietro casa che nel suo piccolo, ma nel rispetto della natura, coltiva con saggezza e vera conoscenza il suo campo. La prossima volta che facciamo la spesa pensiamoci, acquistando in questo modo frutta e verdura non solo mangiamo correttamente ma investiamo sulla nostra salute. Infine un consiglio: a prescindere dal venditore o dal prodotto acquistato, frutta e verdura vanno sempre lavate, con cura.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica