I docu-film naturalistici da non perdere: The Cove

The CoveLo sviluppo della tecnologia ha permesso ai documentaristi di offrirci prodotti sempre più sorprendenti ed evoluti: negli ultimi decenni ciò che ha rappresentato l’avanguardia nelle tecniche di ripresa si è velocemente trasformato in ordinaria amministrazione. La realizzazione di queste opere richiede anni ed anni di girato, pazienza e fatiche che probabilmente non immaginiamo e che ci fanno spesso porre la domanda “ma come hanno fatto a realizzare queste scene?!”. Se nella maggior parte dei casi i costi sono enormi, non mancano esempi di realizzazioni indipendenti di stupefacente bellezza: per esempio, Il pianeta azzurro di Franco Piavoli, un piccolo gioiello di casa nostra prodotto negli anni ’80 con una troupe costituita soltanto dal regista e dalla moglie Neria Poli e nel quale il trascorrere delle stagioni e il rapporto uomo-natura, pur lontani da condizionamenti “disneyani”, risultano poetici.

Il documentario naturalistico è stato spesso denuncia, didattica, divulgazione delle tematiche ambientaliste a beneficio di nuove generazioni da formare e informare, eppure negli ultimi tempi esso è potuto diventare anche prodotto artistico puro e semplice nel quale, al di là di ogni voce d’accompagnamento alle immagini, la natura può essere goduta in silenzio, nel quale la riflessione che scatta nello spettatore non è in alcun modo sospinta né incoraggiata ma viene semplicemente da sé.

Ho voluto dunque indicare alcuni film naturalistici da non perdere, spesso a metà tra cronaca e narrazione: che si siano fatti carico di una causa specifica o abbiano solo voluto illustrarci la bellezza della natura che ci circonda, tutti meritano a mio parere la nostra attenzione.

Dopo MicrocosmosHome – La nostra TerraIl Popolo Migratore, ecco The Cove.

Pur avendo già in altre occasioni parlato di questo film (leggi l’articolo “The Cove: il film che fa paura al Giappone”), devo citarlo nuovamente: The Cove è un documentario straordinario, realizzato ai limiti della legalità, con un chiaro fine di denuncia. La visione è particolarmente consigliata a quanti di voi la drammatica storia della caccia ai delfini nella baia di Taiji, in Giappone, è ancora sconosciuta. Il film, premio Oscar, ha scosso le acque giapponesi e quelle di tutto il mondo svelando nefandezze sconosciute non solo ai più, ma persino agli stessi cittadini giapponesi. Rappresenta tutt’ora un valido esempio di ambientalismo concreto e di successo grazie al quale molte cose sono già cambiate, e cambiano tutt’ora in quella che è ormai tristemente nota come la baia della morte. E se il Giappone sembra tanto lontano, il tema trattato è invece sempre più attuale e ha molto a che fare con le politiche perpetrate nei delfinari in merito al reclutamento e all’addestramento dei delfini: lo consiglio soprattutto a tutti coloro che vogliono farsi un’idea anche sulle polemiche che in queste settimane hanno riguardato il sequestro degli animali del delfinario di Rimini da parte della ASL, a causa del loro reiterato maltrattamento.

Buona visione a tutti!

Eleonora Di Mauro
Fotografa naturalista
Copywriter e attivista ambientale

Trailer The Cove