Giardini e parchi urbani ci liberano dalla CO2

Parco urbanoI giardini e i parchi delle città sarebbero dei veri e propri “pozzi di carbonio”. A rivelarlo è uno studio pubblicato rivista Journal of Applied Ecology, secondo la quale tutta la vegetazione urbana rappresenterebbe una risorsa importantissima per il processo di assorbimento dei gas serra. La ricerca, incentrata per la prima volta sulla quantificazione della CO2 stoccata nelle aree verdi urbane, ha rilevato nella sola cittadina inglese di Leicester un valore significativo di ben 231 mila tonnellate di carbonio  (equivalenti a 3,16 chilogrammi di CO2 per metro quadrato di città) sottratto ai polmoni dei cittadini: notevole!

Secondo l’autore di questo studio, il dott. Zoe Davies, “gli alberi di grandi dimensioni sono degli importantissimi serbatoi di CO2, mentre la maggior parte dei terreni di proprietà pubblica a Leicester ospita solo prato. Se solo il 10% di questi spazi verdi “ continua Davies “venisse adoperato per piantare alberi, l’intero serbatoio di carbonio della città verrebbe incrementato del 12%.”

Sono anni che la ricerca lavora sui benefici della forestazione urbana, sono state finanche individuate le piante migliori per questo tipo di lavoro e le tecniche più efficienti per mantenere in vita e in salute la vegetazione urbana; molti scienziati, infatti, sono convinti che parte del danno ambientale che quotidianamente è sotto i nostri occhi, sopratutto nei grandi centri urbani, è dovuto alla totale assenza di vegetazione. Occorre ripensare totalmente l’architettura delle nostre città, e non solo per una questione estetica o di migliore vivibilità, non solo perché il verde rimette l’uomo a contatto con la natura, ma perché gli alberi fanno naturalmente un lavoro che nessuno strumento per quanto sofisticato riesce a fare: respirare CO2 e restituire ossigeno.

Carlo De Sio
Giornalista
Professionista del Marketing Etico e Ambientale