Giappone: Fukushima errore umano, basta nucleare

Il nucleare, un argomento non facile da trattare, su cui di certo è più semplice schierarsi per partito preso piuttosto che ragionare sul fatto che, purtroppo, fino a che non si troveranno soluzioni reali per l’approvvigionamento costante della titanica mole di energia di cui l’occidente si nutre, difficilmente se ne potrà fare a meno. Forse il messaggio che la tragica vicenda di Fukushima ci ha inviato è proprio il seguente: occorre consumare meno e meglio, occorrono soluzioni reali (non ipotetiche) per guadagnare al Pianeta energia sostenibile. Intanto, il governo di Tokio ha deciso: verrà avviato un progressivo spegnimento delle centrali che affrancherà definitivamente l’intero territorio nipponico dall’atomo.

Una decisione che piace a tantissimi e che in effetti sembra un pò ovvia visto quello che è accaduto, però c’è un piccolo dettaglio che sta emergendo nelle ultime settimane e che sta gettando nuova benzina sul tragico evento di Fukushima. La centrale che ha dato il via ad disastro epocale di cui in verità tutti siamo state vittime (che lo sappiamo o no), non era costruita secondo i rigidi standard antisismici e anti-tsunami necessari, secondo il Giappone, a garantire la sicurezza del paese e dei suoi abitanti.

In un paese “responsabile” come il Giappone in questo momento si sta, dunque, discutendo del rapporto di ben 641 pagine, presentato al termine di sei mesi d’indagine, che mette in chiara evidenza come il disastro sia stato provocato da una serie di mancanze e di (non) decisioni da attribuirsi solo ed esclusivamente alla responsabilità umana. Le parti in causa, sottolinea la relazione, “hanno effettivamente tradito il diritto della nazione a essere al sicuro da incidenti nucleari”. Il rapporto ora sarà discusso dal Parlamento e chi dovrà pagare, di certo pagherà.

Tuttavia a noi fa un po’ impressione pensare che la patria della precisione, del rigore, della tecnologia e della responsabilità sociale sia stata vittima di una tale “disattenzione”. La tecnologia dell’atomo forse è tra le più sicure e tra le meno inquinanti (in termini di emissione di CO2), è vero, ma questo fino a quando la terra non trema e la cattiva sorte non ci mette il dito. Questa vicenda ci spinge ad almeno due riflessioni: anzitutto, pensiamo sia meglio non immaginare cosa potrebbe accadere se avessimo delle centrali atomiche nel nostro paese, piuttosto “distratto” e clemente con chi sbaglia, in secondo luogo si radica ulteriormente in noi l’idea che occorra trovare al più presto delle reali alternative per la produzione energetica (sopratutto per quella notturna che purtroppo non può essere soddisfatta con il solare, per esempio), semplicemente per evitare anche la sola ipotesi di future Cernobyl e Fukushima in qualunque luogo della Terra.

L’errore umano esiste, è vero, ma se di mezzo c’è la salute del Pianeta intero, forse è meglio non doverlo proprio calcolare.

Redazione Attenti all’uomo