La Germania chiude col nucleare

Unterweser, una delle 17 centrali tedesche in procinto di chiudere

La Germania chiude definitivamente con il nucleare e decide di stanziare 32 miliardi di euro per realizzare delle alternative che nei prossimi anni la renderanno un paese ancora più sostenibile dal punto di vista energetico. Di certo su questa decisione ha influito moltissimo il tragico evento di Fukushima, ma è anche vero che non tutti i paesi del mondo hanno risposto con un’inversione di tendenza così forte come invece ha fatto il governo tedesco.

La Merkel ribadisce che questa scelta non è solo la risposta a una necessità di sicurezza (che l’energia dell’atomo non garantisce) ma anche un reale investimento per l’economia del paese e per la società civile; i risultati sono già estremamente incoraggianti visto che dall’anno scorso la percentuale di energia prodotta dalle rinnovabili risulta essere pari o superiore a quella prodotta dalle centrali atomiche. Ovvero, quasi un terzo del totale.

Una riflessione vogliamo farla anche sul nostro paese, perché a leggere di queste notizie ci viene in mente lo spinoso problema del V Conto Energia, ovvero il decreto che stabilisce gli incentivi per privati, aziende ed enti pubblici e che allo stato attuale non incoraggia a dovere una riconversione al green del sistema energetico italiano; è possibile che l’Italia, paese del sole per definizione, abbia così tante difficoltà a perseguire la strada virtuosa delle rinnovabili? E ancora, perché nel nostro paese è spesso necessario organizzare un’accanita lobby dei cittadini per ottenere cose che altrove sono definite e pianificate dai governi centrali?

Redazione Attenti all’uomo