Fumo. Ma sono animalista e ambientalista!

Fumo e ambientalismoIl fumo è un cattivo compagno di vita a prescindere, non facendo bene alla salute dal momento che trasforma il nostro sistema respiratorio in un laboratorio di sostanze tossiche che, in un modo o nell’altro, vengono smistate al resto dell’organismo con effetti che chiunque, oggi, più o meno conosce. Stavolta, tuttavia, mi interessa parlare di un altro aspetto del fumo, ovvero della sua scarsa compatibilità con stili di vita ambientalisti e animalisti. Mi capita ancora di ascoltare frasi del tipo “so che mi fa male, ma è un problema solo mio”: questo è assolutamente falso e se pensarla a questo modo è inammissibile per chiunque, lo è ancora di più per chi si definisce amante della natura e degli animali. Vediamo perché.

Il fumo incide sull’ambiente come fonte inquinante in due modi: attraverso le emissioni dirette delle sigarette e attraverso l’immissione dei cosiddetti mozziconi nell’ambiente. Le emissioni prodotte rappresentano circa il 2% dell’inquinamento atmosferico totale: potrebbe sembrare una cifra irrisoria, ma a ben vedere non lo è affatto. Questa “esigua” percentuale pesa sulla nostra salute in modo ancora più incisivo del resto perché prodotta (il più delle volte) in ambienti chiusi come una stanza o l’abitacolo delle nostre automobili. Numerosi studi hanno provato che in un ambiente di 60 m3 tre sigarette fumate in mezz’ora inquinano molto di più di un’automobile diesel lasciata accesa per lo stesso tempo; allo stesso modo, è dimostrato che la concentrazione di sostanze tossiche nei locali in cui è ancora concesso fumare sono circa venti volte superiori rispetto a quelle dove vige il divieto. Sintetizzando, negli spazi chiusi anche un solo fumatore diventa la prima fonte d’inquinamento. Quanto ai mozziconi, non mi stancherò mai di dire che sono a tutti gli effetti “rifiuti speciali” (al pari di pile, farmaci e molti altri), il che significa che  andrebbero in primo luogo non abbandonati per strada e in natura o scaricati nelle fosse biologiche; ma, anche quando conferiti nel secco, vanno ad alimentare la mistura esplosiva già presente nelle discariche.

Gli animali, poi, subiscono le nostre sigarette in due modi: in modo indiretto e diretto. Nel primo caso a essere più colpita è la fauna selvatica o ittica: la presenza di mozziconi in mare o nella natura espone gli animali all’assorbimento di massicce dosi di sostanze tossiche imprigionate nel filtro (nicotina, catrame,  polonio e altri). Nel secondo caso è giusto sapere che il fumo è legato a doppio filo con la sperimentazione animale. Benché definita illegale da alcuni paesi, tra cui l’Inghilterra, e nonostante la sua tossicità sia dimostrata da una quantità enorme di studi epidemiologici, questa è ancora ampiamente in uso; che sia finanziata dalle multinazionali del tabacco oppure da enti pubblici non cambia nulla, finché ci saranno fumatori qualcuno avrà interesse a continuare a studiare gli effetti delle sostanza in combustione sul nostro organismo.

Fumare è quindi davvero un cattivo affare per tutti, la nostra sigaretta fa male a noi che siamo padroni (ma anche tutori, aggiungerei) della nostra salute, ma sopratutto fa male a qualunque cosa vivente ci stia attorno (più o meno vicina). Proprio per tutto questo, la consapevolezza dovrebbe appartenere sopratutto e almeno proprio a noi ambientalisti e animalisti.

Giuliano Polichetti
Chimico Farmaceutico
Specialista in Farmacologia e Tossicologia Clinica