Fabbriche di veleni nel mirino della UE

Industrie veleniSebbene le leggi nazionali siano piuttosto chiare in tema di trattamento di sostanze pericolose da parte delle nostre industrie, spesso si viene comunque a conoscenza di qualche violazione più o meno grave dei codici ambientali. Gli italiani hanno da sempre dei conflitti aperti nei territori di appartenenza con industrie che incarnano l’essenza del pericolo: per l’ambiente e per la salute umana. Oggi possiamo darvi una buona notizia: la Comunità Europea ha definito di fatto l’inammissibilità di comportamenti negligenti da parte delle industrie che lavorano con prodotti “a rischio”, ragion per cui la Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo ha approvato praticamente all’unanimità la legislazione Seveso III.

In estrema sintesi, questa legislazione migliorerà ed agevolerà enormemente l’accesso alle informazioni sugli impianti che contengono o gestiscono sostanze pericolose; indispensabili e obbligatori saranno anche i piani di emergenza messi a punto per far fronte a eventuali imprevisti. Il sistema di classificazione applicato per la valutazione sarà basato su standard internazionali e questo vorrà dire che i paesi che per prassi sono abituati “a chiudere un occhio” saranno costretti a rispettare le regole in modo rigoroso.

Anche per gli impianti a “rischio limitato” sono previsti controlli triennali. Tuttavia, in caso di denuncia, segnalazioni, o lamentele anche su sospette violazioni della legge da parte delle suddette industrie, le autorità procederanno a una repentina verifica (o ri-verifica) delle loro condizioni di legalità. E se già state pensando che finalmente la vostra industria-incubo è giunta al capolinea, sappiate che dovrete pazientare ancora un po’. Le nuove norme dovranno ricevere l’assenso formale del Consiglio Ue per entrare in vigore nel giugno 2015.

Redazione Attenti all’uomo