Europei di sangue

Sangue sugli Europei di calcio 2012Un vecchio detto dice: “ci vuol fortuna anche a nascere cane”. A partire dal Paese in cui nasce.

I cani in Ucraina in questo momento stanno subendo una tra le persecuzioni più feroci mai viste, e se nell’ultimo anno la triste realtà delle perreras spagnole ci ha sconvolto, possiamo quasi dire che sia stata surclassata da questo nuovo horror show.

Trattati come rifiuti, da bruciare, sotterrare, disintegrare, perché un paese che si rispetti non si giudica più dal modo in cui tratta gli animali, ma dal modo in cui risolve il problema del randagismo. E allora, visto che questa nazione in forte sviluppo avrà l’onore di ospitare gli Europei di calcio 2012, via libera all’olocausto di migliaia e migliaia di cani. Pare che, tra le altre cose, visto il benestare delle amministrazioni, sia diventato anche un gradito passatempo massacrare di botte, sparare, decapitare o mutilare questi innocenti. Questa si che è una prova di progresso.

Viene da chiedersi quale sia il momento in cui una mente umana riesce a concepire una tale barbarie. Come si arriva a dare il via libera a una crudeltà così organizzata? Oltre l’emotività, viene in mente un pensiero ancora più crudele: visto che ci vorrebbe davvero poco per cessare la mattanza dei cani in Ucraina (una chiara posizione di dissenso da parte degli altri paesi o degli organi competenti a livello sportivo) perché governi, associazioni e organizzazioni sportive non reagiscono? Forse una partita di calcio vale più della vita di uno stupido cane.

Voltare lo sguardo dalla mattanza in corso per vedere rotolare un pallone non lo pulirà del sangue di cui è macchiato: chi tace e distrae la propria attenzione è colpevole tanto quanto il carnefice diretto di una violenza. Sempre. Per questo noi non resteremo in silenzio, non pagheremo nessun biglietto e boicotteremo partendo da sponsor e turismo questo evento che di sportivo, viste le premesse, non può davvero avere nulla.

Alessandra De Sio
Dott. di ricerca in Marketing
Professionista del Marketing Etico e Ambientale