Estate sempre più torrida. Ovunque, ma soprattutto in Italia

Estati sempre più caldeEstate significa caldo e con esso arriva la voglia di mare, di escursioni in montagna e il piacere di un abbigliamento leggero e magari colorato. Al fascino dell’estate nessuno sfugge, neanche coloro che detestano le alte temperature; la bella stagione apre alla convivialità e innesca un clima festoso di cui tutti possiamo godere. Tuttavia stiamo constatando un po’ tutti che c’è qualcosa che non va nelle estati degli ultimi anni: temperature eccessive, scarse escursioni tra giorno e notte, piogge improvvise e afa incalzante sembra stiano diventando la normalità. Tanto è cambiato, insomma, dalle estati di appena 20 anni fa, e dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) arriva la conferma: l’intero Pianeta scotta e l’Italia è il Paese europeo più soggetto al cambiamento climatico.


L’Annuario dei dati ambientali, che tra le altre cose contiene per la prima volta anche un’analisi sulle allergie da polline, riporta con chiarezza una situazione ormai critica per il nostro Paese. La condizione climatica dell’Italia è evidente e mantiene una linea peggiorativa costante negli ultimi 30 anni in cui “l’aumento della temperatura media è stato quasi sempre superiore a quello medio globale sulla terraferma”. In aggiunta, i picchi maggiori stagionali si registrano con costanza sempre nel Centro Italia. Come spiega Franco Deviato, responsabile Clima e meteorologia applicata dell’ISPRA, lo stato di salute dell’Italia da un punto di vista climatico è spiegato dal fatto che in alcuni punti del Mondo le temperature sono di norma più alte che altrove. Geograficamente parlando, viviamo nel cuore d’Europa e specialmente dell’area del Mediterraneo, in sostanza accumuliamo più calore degli altri Stati e ne dissipiamo meno: ecco il perché della maggiore vulnerabilità al riscaldamento globale.

La connessione tra cambiamenti climatici e allergie invece è invece presto spiegata: a risentire maggiormente dell’aumento delle temperature sono le grandi città, dove un maggior ristagno di aria, unito a un forte inquinamento, centuplicano gli effetti allergizzanti dei pollini. Insomma, pare evidente che se da una parte c’è poco da fare, dall’altra ce la stiamo mettendo davvero tutta per peggiorare le condizioni di vita nostre e delle future generazioni, anche e sopratutto a fronte dell’ineluttabilità della situazione dell’Italia come detto. Di questo passo, cosa dovremo aspettarci nei prossimi 10 anni?

Redazione Attenti all’uomo

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