Enel, contro le rinnovabili

RinnovabiliEnel avverte: “Basta, è troppo il 26% di produzione raggiunto nel 2011 da fonti rinnovabili! Le nostre centrali a carbone, a gas etc… (quelle inquinanti, per capirci, nda) guadagnano poco e rischiano di chiudere, quindi niente più incentivi per Fotovoltaico & C.”. E il Governo? Si mette sull’attenti ed esegue. Ma non era proprio per chiudere le centrali classiche che furono messi gli incentivi per la produzione delle rinnovabili? Una volta tanto che gli Italiani si mettono in riga e si dimostrano i più attenti all’ambiente in Europa con fotovoltaico e riduzione di consumi, invece di essere premiati sono nuovamente stritolati dalle solite lobby.

Enel, Eni e banche dunque, nonostante la crisi finanziaria procurata, ancora hanno provato a far comprare azioni di Enel Green Power (che di green ha poco evidentemente) ai piccoli risparmiatori, a prezzi assurdi. Enel entra ancora una volta sul tema dell’incentivazione alle rinnovabili, poiché con il boom delle rinnovabili ha difficoltà a rendere economica la gestione delle centrali a idrocarburi.

Le cose sono due: o si tratta di Lobbying sfacciata (e c’è da crederci) o è un’ammissione implicita di essere un’azienda dal management inadeguato che guarda al business passato ed è incapace di interpretare il futuro. Sono comunque posizioni gravi e conservative, tanto più che un autorevole studio dell’Università Bocconi diffuso il mese scorso, stima i benefici netti delle Fonti rinnovabili elettriche al 2030 in 79 milioni di euro nei prossimi vent’anni, suddivisi tra maggiore occupazione, mancato import combustibili fossili, export netto dell’industria e riduzione del prezzo dell’energia.

Una domanda finale è lecita: ma non ci stanno già facendo pagare in bolletta gli investimenti che dovrebbero fare nelle rinnovabili? E allora?

Carlo De Sio
Giornalista
Professionista del Marketing Etico e Ambientale